Che ne è stato del “Sì”? Intendo dire: spesso quando si parla di crescita personale, uno dei pilastri fondamentali che vengono citati è la capacità di dire “no”.
Tante persone fanno ancora fatica a pronunciare questo fatidico “no”, cosa che le porta inevitabilmente a sentirsi impotenti, arrabbiate, sottomesse, confuse rispetto a ciò che vogliono davvero dalla vita.
Essere capace di dire “no” a una proposta invasiva o semplicemente a una situazione che senti non fare al caso tuo è uno step importante per definire i tuoi confini, trovare una stabilità interiore e affermare la tua originalità. Fa parte del processo di individuazione, quel percorso che ti porta a una maggiore comprensione di te e del tuo significato profondo.
..Ma ogni faccia della medaglia ha il suo rovescio: cosa succede se dici sempre e solo no? Che risultati ottieni davvero, nel credere che la tua libertà personale sia legata solo a queste due lettere? Sei anche capace di dire “sì” con il cuore?
Libertà e armonia
“La vita è dialettica. Libertà implica entrambe le alternative: fare ciò che è giusto e fare ciò che è sbagliato. Libertà implica il diritto di dire sì e di dire no.”
Dicevamo che una faccia della medaglia deve sempre avere il suo rovescio, altrimenti non è più una medaglia. Non ci può essere il giorno senza la notte. E non ci può essere il “no”, quando non si riconosce più il “sì”.
Il “no” è per lo più legato al concetto di libertà: se ho la forza di oppormi a qualcuno di esterno, allora sono libero. Sono indipendente, capace di camminare sulle mie gambe. Ti suona famigliare?
Ne sono certa, perché corrisponde alla fase in cui, da adolescente, hai sentito la necessità di separarti dai tuoi genitori. Le figure da cui fino a quel momento dipendevi sono diventate troppo ingombranti per te e hai avuto bisogno di dire i tuoi no per trovare te stesso, per ridefinire i tuoi confini, i tuoi valori, il tuo essere unico e irripetibile. Un processo indispensabile, che magari ti ha portato a dire no anche quando non ce n’era realmente bisogno… “A te ascolta, mentre con me fa sempre tutto il contrario di quello che gli dico”, è la lamentela di tanti genitori.
Ma è proprio così che l’adolescente trova la sua strada che lo porterà a maturazione: imparando a dire no e a ripeterlo, quasi fosse un mantra.
E dato che alle volte questo processo non è stato completato, ci si ritrova da adulti a dover ancora imparare a dire no, quasi in uno stato di adolescenza prolungata. Ma non basta, per essere davvero liberi. Un no che non prevede altre alternative NON è indipendenza, ma un altro tipo di prigionia. È la gabbia che ti contiene in modo talmente stretto, che smetti di respirare. Di vivere.
Ti precludi esperienze per paura di essere ingannato, reso schiavo o per non darla vinta a qualcuno.. Il “no” coatto è malsano quanto l’incapacità di porre i propri confini: se hai così paura che qualcuno li superi, vuol dire che ancora non li sai gestire nel modo corretto, nel modo che ti fa sentire davvero libero nelle tue scelte. Manca armonia, che si crea solo quando sei anche capace di dire “sì”.
Dire sì, pur restando libero
“La consapevolezza ti dà libertà, la libertà crea in te la capacità di dire no. Ed è molto più facile dire no: il sì è qualcosa di estremamente improbabile. E senza il sì, l’armonia non esiste: il sì è armonia. Ma ci vuole tempo per crescere, per maturare, per raggiungere una maturità che ti permetta di dire sì, pur restando libero; che ti permetta di dire sì, pur restando unico; che ti permetta di dire sì, pur non riducendoti a uno schiavo.”
Innalzare il livello di consapevolezza ci ha portato la capacità di dire no, ma poi ci siamo fermati lì.
È importante, come in ogni cosa, non confondere una tappa con la destinazione finale… cosa che io ho fatto, più volte: imparare a dire no è stato per me talmente importante per sentirmi sicura e far crescere la mia personalità, che a un certo punto mi sono sentita bloccata lì. Tutto era un ‘no’, perché mi sentivo sempre a rischio invasione.. e non volevo che accadesse. Temevo che i miei confini psicologici non avrebbero retto alle pressione di un mondo esterno esigente e direttivo e che la mia sensibilità un po’ accentuata avrebbe assorbito qualsiasi cosa, con un impatto emotivo che mi avrebbe scossa come un terremoto.
È successo e a volte succede ancora. Ma ho sperimentato che dire no a volte NON è la soluzione, anzi: a volte è proprio questa rigidità negativa che crea la sensazione di venire distrutti o invasi.. e quando non c’è più l’ansia di dover proteggere qualcosa, scompare anche il rischio di essere spazzati via.
Una volta che impari a dire no, il viaggio non è terminato: hai sicuramente completato uno stadio importante, dopo il quale hai bisogno di andare oltre, se vuoi raggiungere un pieno stato di armonia e unità interiore.
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Ci vuole tempo; ci vogliono esperienze; occorre cominciare a osservare tutte le volte in cui il no che pronunci in automatico ti fa sentire rigido, arrabbiato, diviso. In cui in fondo al cuore qualcosa si accascia e si rattrista, perché tutto sommato quell’esperienza magari volevi farla.. volevi vedere cosa c’è oltre, volevi provare a fidarti di qualcosa o di qualcuno.. ma hai avuto timore e quindi hai preferito negarti la possibilità di dire il tuo sì.
In questo caso non è più il no di un adolescente alla scoperta della propria individualità, ma il no di un giudice severo, che dentro di te tuona per contenerti dentro i tuoi confini e ti intima di non uscire, altrimenti ti accadrà qualcosa di brutto. È lo stesso giudice che ti tiene prigioniero nella tua zona di comfort, dove stai tanto comodo ma che allo stesso tempo sta diventando un luogo asfittico e privo di vitalità.
E quindi? Quindi, occorre che impari a dire anche sì. Non un sì qualunque, non quello per accontentare qualcuno o farlo stare zitto.. non quello per farti accettare dal gruppo.
Questo sì deve avere il sapore della gioia, della scoperta, della meraviglia. Deve essere sincero, ciò che vuoi davvero, altrimenti è solo un’altra faccia della prigione, un’altra maschera. Sai che è il sì giusto perché quando lo pronunci ti immagini tutte le tue cellule che saltellano e sorridono.. magari senti un brivido lungo la schiena perché insieme al desiderio si accompagna anche un po’ di paura.. oppure, in alcuni casi, una volta pronunciato quel sì ti pervade una pace immensa, come se tutto il mondo, tutti i tuoi pensieri si silenziassero contemporaneamente: non ti eri mai sentito così calmo e sicuro della tua scelta.
Ecco, questi sono i sì che ti rendono libero. Quelli che creano armonia, alternandosi ai no che ti fanno sperimentare forza e determinazione. Questa è l’esperienza di una persona integra.
Sì e no: la libertà, in 4 lettere.
“La libertà creata dal no è una libertà molto infantile: va bene per bambini dai sette ai quattordici anni. Ma se una persona resta intrappolata e la sua vita diventa un dire no, in questo caso la crescita si arresta. La crescita suprema è dire sì con tanta gioia, quanta ne ha un bambino nel dire no.
Non sto dicendo di non imparare a dire no, sto dicendo: imparate a dire no, al momento opportuno, ma non fermatevi a questo. Realizzate, piano piano, che esiste una libertà superiore, frutto del sì, che implica un’armonia più grande, una pace al di là di ogni comprensione.”
Impara a dire no. E poi, impara a dire sì.
Fa’ che tra queste due rive scorra sempre acqua fresca e pulita. Che sia semplice andare da una parte all’altra e che ciascuna di esse abbia la sua bellezza, adatta al momento.
Impara a dire no quando ti trasmette una forza pacifica, quando ti dona chiarezza e lucidità, quando ti fa sentire saldo e non rigido.
Impara a dire sì quando una spinta dentro di te ti chiama alla vita, alla scoperta, quando la curiosità di ciò che apprenderai ti accende, quando senti gioia e dolcezza nel pronunciare questa sillaba.
Cosa ne pensi? Per te è più facile dire sì o dire no? Oppure senti di essere tranquillamente in grado di scegliere ogni volta? Raccontamelo, se vuoi, nei commenti qua sotto 🙂
(citazioni: Osho, dal libro “Tantra, amore e meditazione” / foto di copertina: Ray Hennessy via Unsplash)
Sono Isabel Colombo, metà della vita passata a ricercare quel lato ‘wild’ interiore, di cui tanto parlo. Ho sempre avuto una curiosità sfrenata per l’essere umano: capire com’è fatto, come ragiona, come si relaziona con l’ambiente e soprattutto con sé stesso.
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Mentre leggevo mi accorgevo di aver passato la mia vita a dire “si”. Era per non ferire l’altro ma soprattutto per non affrontare la sua reazione. Credevo di essere forte ma sbagliavo. Quando ho trovato la forza di dire”no” ne ho dovuto pagare le conseguenze. Isabel sei grander
Per molti di noi dire ‘no’ è un’azione che richiede consapevolezza e coraggio. Siamo sempre stati abituati a fare i bravi bambini, a essere educati, a non deludere le aspettative degli altri.. e questo ci allontanati dalla nostra vera natura, che chiede altro e ha bisogno di esprimersi nella sua autenticità.
Ci si allena a dire ‘no’, in maniera assertiva e non violenta.
All’inizio può risultare difficile, le persone attorno a noi non comprendono cosa sta succedendo.. se per tutta la vita abbiamo detto ‘sì’, un ‘no’ improvviso può spaventarle perché significa rimescolare le carte in tavola e perdere le vecchie certezze.
Ma esprimere sé stessi è fondamentale a volte può farci sentire soli, ma è proprio quello il momento in cui dobbiamo restare nella nostra verità, con amore e pace per chi magari ancora non comprende le nostre motivazioni 🙂