“Cioè, tu mi stai dicendo che in una relazione non devo aspettarmi che l’altro si comporti in un certo modo, come voglio io.”
“Già.”
“E anche che dovrei lasciarlo ‘libero’.. cioé, che non dovrei controllare le sue azioni, i suoi comportamenti.”
“Esatto.”
“E che non dovrei preoccuparmi che mi stia vicino, che mi sia fedele, che abbia attenzioni per me ecc.?”
“All’incirca, sì. Siediti che ti spiego meglio..”
Relazioni e libertà. Due parole che cozzano fra di loro. Almeno, questo è quello che sembra pensare Giacomo, nel momento in cui gli propongo di ridefinire il concetto di relazione, che fino a quel momento aveva considerato come un rapporto esclusivo, dove il legame viene regolamentato da patti che dovrebbero evitare spiacevoli sorprese.
Eppure, all’inizio di una storia abbiamo sempre l’impressione che quella relazione ci liberi: porta via il senso di solitudine, ci toglie il peso di altri problemi, ci regala il calore e la sensazione di essere importanti per qualcuno. Colma tutti i bisogni e i vuoti che ci siamo trascinati fin lì. Ci sembra di toccare il cielo con un dito e di scorgere l’Infinito.
Poi però, dopo un po’, le cose cambiano: ed ecco che emerge “il lato oscuro” del legame, dove ci si sacrifica per la coppia, ci si annulla per l’altro, pensando di avere il diritto di possederlo e di essere gelosi (“se non sei geloso, non te ne frega niente”, ci ripetevano). La coppia diventa una prigione delle nostre menti, dove noi stessi ci siamo infilati e abbiamo l’impressione che.. debba per forza essere così.
“Che ci vuoi fare, se vuoi una relazione è così che funziona.”
L’ho sentito ripetere più volte, da persone che sembrava avessero davvero barattato la propria felicità per questa idea di relazione, stabile e comoda, ma insoddisfacente e.. triste. A sentirli così, passava proprio la voglia di stare con qualcuno..
Se voglio avere una relazione, devo rinunciare alla libertà.
Una convinzione comune questa, che anche se non viene detta ad alta voce, ci viene sussurrata dal nostro inconscio. Eppure, personalmente, sono convinta che una relazione vera, pura e profonda ti porti realmente ad essere libero. E allora, com’è che abbiamo sempre la sensazione opposta? Cos’è che, a un certo punto, ci porta dalle stelle alle stalle, fino a sentirci prigionieri del nostro stesso sogno romantico?
Provo a condividere con te qualche considerazione, perché credo che sia tutta questione di come siamo cablati come esseri umani e del grado di consapevolezza e maturità che ciascuno raggiunge.
1. Si creano legami energetici, fisici ed emotivi
Chi riesce a vedere i campi energetici delle persone, nota che tra due persone con una relazione ci sono dei veri e propri cordoni di energia che le uniscono, in cui le due si “nutrono” a vicenda. Diventa chiaro il perché se sta bene uno sta bene anche l’altro.. o perché se sta male uno, anche l’altro ne risente.
Se preferisci una chiave di lettura più fisiologica, ogni volta che due persone si incontrano e scambiano baci, abbracci e compagnia bella, una cascata ormonale irrompe, rilasciando in abbondanza ormoni che, oltre a regalare benessere, rinforzano il legame. Ed è ovvio che, come con le droghe, quando qualcosa ti fa stare bene, ne vuoi sempre di più. I legami energetici vengono spesso sottovalutati perché non sono “visibili” a occhio nudo.. però ci sono. E possono durare per anni, anche dopo che la coppia si è separata.
Quindi, direi che è umano e normale sentire di non avere il controllo su una situazione che, di per sé, scatena eventi energetici e fisiologici al di là del nostro controllo razionale. Un qualche tipo di legame si crea, ed è anche più fisico e tangibile di quello che pensiamo. Per questo occorre scegliere bene anche con chi avere un “semplice” incontro sessuale: perché c’è uno scambio che va oltre quello del singolo momento ed energie complesse che vengono condivise a livelli esistenziali più sottili.
Questo significa che diventiamo prigionieri, quindi? No, se siamo presenti.
Significa che l’Universo ti sta avvicinando a una persona che evidentemente ti serve per crescere, imparare, integrare aspetti di te che prima non conoscevi. E anche che devi esserne molto consapevole. Probabilmente, senza tutti questi sconvolgimenti interni, non ti prenderesti il rischio di avvicinarti, non ti metteresti in gioco, non smonteresti schemi disfunzionali, non proveresti a creare qualcosa di nuovo. L’importante è vedere e comprendere la funzione del legame, che non si esaurisce in sé stesso, ma ti sta facendo da trampolino di lancio per superare i tuoi limiti, in tutti i campi della tua vita.
Non puoi gestire una cascata ormonale, puoi solo farne buon uso. Puoi metterla al servizio della tua libertà.. o farla diventare una nuova prigione.
2. Spesso amiamo dai centri bassi e ci dimentichiamo di quelli alti
L’energia erotica che si sprigiona in noi parte dai centri bassi, più terreni, umani. E allora viviamo il senso di sicurezza e stabilità, l’attrazione, la passione, le emozioni forti, il piacere. Tutto ciò è fighissimo.. diventa una prigione solo quando l’energia resta intrappolata in questi piani e ci dimentichiamo di farla crescere, di elevarla.
Ecco allora che la passione diventa possesso, il senso di stabilità diventa un “devi stare sempre con me se no muoio”, il piacere diventa continue richieste reciproche.
Ma l’energia erotica va fatta crescere, usata per creare, fatta passare per il centro del cuore, elevata ancora più in alto per farci sperimentare compassione, senso profondo di noi e della vita, fino a metterci al servizio di tutti quanti, non solo della coppia.
Come dire: se pensi che la coppia si fermi lì, che il mondo sia chiuso e limitato ai confini dei due.. allora è ovvio che dopo un po’ ti sentirai schiavo. Se ogni tua gioia, pena, piacere, dolore deriva dalla coppia.. forse è il momento di fermarsi un attimo e comprendere cosa stai facendo del resto della tua vita. L’Amore arriva per aprirti gli occhi, non per chiuderteli.
Non è il “quanto l’altro mi è fedele”, ma quanto io sono fedele a me stesso, che fa la differenza. “Rinuncio ai miei sogni, alle cose che mi fanno stare bene, alla mia creatività, ai miei spazi di solitudine PERCHÉ sono in coppia?” Alt, fermati subito e chiediti cosa stai facendo.. e qual è la convinzione profonda che ti fa credere che stare in coppia significhi rinunciare alla tua vitalità.
3. Fraintendiamo la fiducia
Abbiamo paura dell’altro. Abbiamo il timore che ci faccia del male, che se ci abbandoniamo del tutto ci farà soffrire, ci pugnalerà alle spalle. Oppure che, se scoprirà come siamo fatti per davvero, non ci amerà più. Per questo vogliamo controllarlo. Vogliamo che ci prometta un sacco di cose, lo teniamo d’occhio e siamo continuamente in allerta. Libertà.. o prigione?
È davvero difficile lasciarsi andare alla totale fiducia ed è questo il motivo per cui ci sentiamo in gabbia: controlliamo e ci sentiamo controllati, a nostra volta.
Il punto è che la fiducia non si può dare. Non si promette, non si pretende, non si perde. Non è un oggetto, è uno stato del nostro Essere. Posso avere fiducia della Vita e allo stesso tempo beccarmi qualche ceffone in faccia da lei. E continuare ad avere fiducia, cioè avere la certezza più profonda che tutto ciò che accade, accade per me e non contro di me.
Se un altro ci è fedele, non lo è perché “ce l’ha promesso”, ma perché sente che è quello che vuole nel profondo. Altrimenti, non ci sarà promessa che tenga.
“La fiducia si costruisce”, si usa dire. Io credo che, più che di fiducia, si tratti di manifestare ogni giorno ciò che siamo davvero. Tu vedi dalle mie parole e soprattutto dalle mie azioni ciò che voglio, ciò che sono. E viceversa. E attraverso questo, capiamo se stiamo facendo la stessa strada oppure no. In totale libertà.
La fiducia sta qui, nel vivere e manifestare la verità di ciascuno, in trasparenza.
Nel dire sì, quando è sì. No, quando è no. E se una persona è davvero connessa al proprio cuore, sarà sempre capace di distinguere quando è il momento dell’uno o dell’altro, al di là di qualsiasi promessa. Se sarà fedele a sé stessa e ai suoi desideri profondi, lo sarà anche nei confronti dell’altro.
4. Non accettiamo di sentirci diversi da prima
“Cosa vuoi saperne tu di relazioni di coppia.. tu sei libera, puoi fare quello che vuoi.”
Questa è la convinzione malcelata che a volte passa, quando qualcuno parla con me. E forse in parte è vero, ora sono da sola.. ma ho avuto relazioni in passato. So com’è sentirsi “in prigione” e so che questo in parte è dovuto a una cosa fondamentale: non accettiamo che la situazione ci trasformi. Vogliamo mantenere l’immagine che abbiamo di noi, vogliamo vivere qualcosa di nuovo e sconvolgente, e allo stesso tempo restare sempre gli stessi. Così non funziona molto. Né se siamo in coppia, né se siamo single.
In coppia è più evidente: l’altro ci fa da specchio implacabile delle nostre vulnerabilità, delle ferite che ci fanno ancora male, delle richieste del nostro bambino interiore che ancora piange e grida per essere guardato. Delle nostre paure, o dei sensi di colpa che ci accompagnano.
E questa spesso la riteniamo una prigione: sento che vengo spostato dal mio precedente equilibrio, che questa cosa mi sta trasformando, che non sono più “quello che volevo far vedere di me”…. e allora credo di essere finito in un guaio.
In realtà, sei solo finito in un bel momento di evoluzione!
Un Amore vero è qualcosa che trasforma profondamente: ci libera dalle nostre catene interiori, spezza ciò che credevamo di noi per aprirci a nuovi aspetti sopiti.. ma solo quando non opponiamo resistenza. Quando accettiamo che le fiamme di quell’incontro ci trasformino per davvero. Altrimenti sì, finiamo carbonizzati.
Ogni volta che ci attacchiamo con le unghie e coi denti a ciò che credevamo di essere, sono dolori e, ovviamente, iniziamo ad odiare qualcosa che ci crea dolore.
Se però comprendiamo che l’altro ci aiuta a superare i nostri limiti e ci abbandoniamo alla trasformazione, per quanto possa inizialmente sembrare spaventoso, allora sì che ne usciremo da persone libere, rinnovate, nuove. Avevi mai pensato alla libertà in questi termini :)?
5. Si è liberi.. in due.
Occorre volerlo entrambi. È inevitabile.
Quando sei da solo, basta che lo voglia tu. Che non vuol dire che sia più semplice, attenzione: da solo hai tutti gli onori, ma anche tutti gli oneri. Sei tu che alimenti la tua stessa energia, tu che spezzi le tue catene quotidiane, che decidi di andare oltre i tuoi limiti o di fermarti ad osservare. Non c’è nessuno che fa il tifo per te, che ti sostiene o ti abbraccia quando sei scarico. È un altro percorso nelle fiamme trasformative, forse quello più importante, che ti porta una gioia infinita.
Quando sei in una coppia.. beh, si è comunque in due. Non puoi decidere per la libertà dell’altro: se lui/lei vuole restare in catene o ha un’idea di relazione più simile alla prigione di cui abbiamo parlato, non puoi cambiarlo o pretendere che la veda in un altro modo. Non si può crescere in una relazione libera e consapevole se entrambi non decidono che VOGLIONO una relazione libera e consapevole.
A quel punto, da individuo, puoi comunque scegliere. La libertà sta sempre nella scelta individuale, anche quando si è in due. Ed ecco un altro motivo per cui ci sembra di essere prigionieri, in una coppia: ci dimentichiamo della nostra libertà di scegliere come individui. Ci perdiamo nella fusione e perdiamo il senso delle peculiarità personali. L’unica bussola, in questo caso, è porsi una domanda:
Cosa mi rende davvero felice, nel profondo? Cosa mi fa sentire che sto realizzando ciò per cui sono nato e non ciò che gli altri si aspettano da me?
La risposta è solo tua. Da essa, dipende il tuo senso di libertà o di prigionia. Perché, come ci insegna Nelson Mandela, puoi vivere tutta la vita in una prigione e sentirti comunque libero dentro. Oppure, puoi agire in modo che nessuna persona sia prigioniera e che un nuovo mondo venga creato sulla base di una nuova idea di libertà, dove ci prendiamo cura delle reciproche felicità e facciamo in modo di esprimere il nostro più alto potenziale.
Un abbraccio, Isabel
(foto Luis del Rìo via Pexels)
Sono Isabel Colombo, metà della vita passata a ricercare quel lato ‘wild’ interiore, di cui tanto parlo. Ho sempre avuto una curiosità sfrenata per l’essere umano: capire com’è fatto, come ragiona, come si relaziona con l’ambiente e soprattutto con sé stesso.
Attraverso i miei percorsi, ti aiuto a ritrovare la tua vera Natura, quel centro autentico e saldo dentro di te.. sarà come fare una passeggiata nel bosco!
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Amare E’ libertà …
Amare non vuol dire possedere, anzi tutto l’opposto !
Amare veramente una persona non vuol dire semplicemente starci insieme … ma esserne felici quando l’altra persona è felice ( anche senza di te ).
Proprio così, Mattia 🙂