Hai studiato, ti sei iscritto a mille corsi, hai fatto un sacco di lavoro su te stesso, continui a sondare, scavare, conoscere, imparare…. eppure, ti sembra di essere al punto di partenza.
Cioé, c’è qualcosa che ti sfugge proprio: a questo punto della tua vita dovresti ormai aver capito come funziona! Dovresti aver superato certe cose, sapere come gestire le tue emozioni, essere capace di NON farti invischiare in certe dinamiche… e invece, taaaac, ecco che ancora ti incazzi se qualcuno ti taglia la strada, ti fai prendere dall’ansia se devi parlare in pubblico (ma tutto il lavoro sull’autostima, dov’è finito???), fatichi a dire di no a certe richieste.
Mi è capitato di fare questo discorso con un paio di persone in questo periodo, entrambe davvero MOLTO impegnate nella realizzazione del proprio Sé più profondo, entrambe MOLTO stanche e perplesse rispetto ad emozioni impreviste, sconfortanti e a volte sconvolgenti, che fanno mettere in dubbio il percorso fatto fino a quel momento e che ovviamente portano a chiedersi…
Sto sbagliando qualcosa?
Eh sì, me lo sono domandata anch’io: com’è possibile che un percorso che dovrebbe portarti verso l’alto, a “staccarti” piano piano dalle piccolezze della vita, ad andare oltre le tue reazioni e a manifestare esattamente ciò che vuoi, sembra a volte trascinarti verso il basso? E mannaggia, almeno prima non te ne rendevi conto, invece più acquisisci consapevolezza, più ti accorgi di quello che sta succedendo.
E allora la domanda potrebbe essere: vale la pena, tutto questo? Vale la pena faticare per andare oltre il pelo dell’acqua e scoprire le profondità della vita? Dov’è che sbaglio, se di errori vogliamo parlare?
Il mito dell’illuminazione
Lo chiamo “mito”, non tanto perché non credo che esista l’illuminazione.. al contrario, sono SICURA che esista, solo potrebbe non assumere la forma che tutti abbiamo in mente.
Prova a pensarci: quando sei seduto nella tua posizione preferita di meditazione o ti concentri sul tuo respiro durante la lezione di yoga, non c’è dentro di te un piccolo, piccolissimo desiderio di fare qualche esperienza un po’ fuori dal comune?
L’aspettativa che…
prima o poi l’illuminazione arriverà e sarà un momento preciso, definito e definitivo, in cui tutto cambierà dentro e fuori di te e nulla sarà più come prima.
L’aspettativa che..
sarai finalmente libero da tutte le tue emozioni “negative”, libero dalla paura, dalla rabbia, dalla tristezza e che niente ti potrà più turbare.
L’aspettativa che..
le reazioni delle altre persone non ti tocchino più e che le tue relazioni siano sempre belle, abbondanti, soddisfacenti, scevre di ogni dinamica egoica e degli effetti delle ferite del passato.
Insomma, l’aspettativa che..
la vita sia solo una figata pazzesca, che tu starai sempre bene e non ci sarà più nulla che ti possa scalfire!!!
Ecco. Parliamone.
Avevo sentito una storiella saggia tempo fa, che ricordo a grandi e linee e che provo a riportarti:
C’era un giovane una volta che voleva sapere cos’era l’Illuminazione. Girò per tutto il Paese, chiedendo a tutti se sapevano dargli una risposta, ma nessuno fu in grado di accontentarlo. Finalmente, incontrò un contadino, che stava tornando dai campi portando sulle spalle due grosse ceste pesanti, tenute in equilibrio con un bastone. Il giovane gli si avvicinò e chiese: “Sai dirmi che cos’è l’Illuminazione?”.
Il contadino tolse il bastone dalle spalle e appoggiò le due ceste a terra, restando in piedi libero da quel peso. Il giovane esclamò: “Fantastico, ho capito!! E dopo l’illuminazione cosa succede??”. Il contadino riprese il bastone con le due ceste, se lo aggiustò sulle spalle e riprese ad andare per la sua strada.
Piuttosto chiaro ed esaustivo: cosa succede DOPO l’illuminazione? Dopo che abbiamo capito perché reagiamo in un certo modo, dopo che abbiamo compreso le nostre emozioni e che impariamo a gestirle, dopo che abbiamo conosciuto e contattato, magari per un attimo fugace, la parte più autentica e vera di noi.. il nostro Centro?
Ebbene, dobbiamo riprenderci in spalla il nostro fardello e proseguire per la nostra strada! Apparentemente non cambia nulla, essenzialmente cambia tutto: non è più qualcosa che ci è piombato sulle spalle per caso, ma la scelta di fare la nostra parte, di camminare in mezzo alla gente, altri esseri umani come noi e di guardare le nostre immensità interiori, le nostre cadute, le nostre fragilità con rispetto e compassione.
(Se vuoi qualche spunto aggiuntivo di riflessione in tal senso, ho preparato per te 21 giorni di Natura Selvaggia, scaricali gratis)
Illuminazione = qualcosa che fa luce
Dal mio punto di vista, l’ILLUMINAZIONE non promette di rendere le cose più facili o di diventare supereroi senza problemi (che poi, parliamone: quale supereroe non ha dei SUPERproblemi??), bensì promette di fare luce sulle parti in ombra, quelle stesse parti che, nascoste nel buio, ci fanno paura, ci limitano, bloccano il nostro avanzamento.
Rifacendoci alla storiella di prima, è come se il contadino togliesse il suo peso per spostare un tronco sul suo cammino (ILLUMINAZIONE) e, una volta spostato, riprendesse le sue ceste per proseguire (DOPO l’illuminazione)
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Quindi, se pensi che ormai dovresti averla superata da un pezzo, ‘sta illuminazione..
..preparati a riprendere in spalla ‘ste ceste!
Questo è ciò che penso: siamo esseri umani. Siamo sulla Terra per fare un’esperienza UMANA. Abbiamo un corpo e quindi proviamo EMOZIONI. E le proveremo sempre, illuminati o meno. Avremo sempre i momenti in cui ci incazziamo, quelli in cui vorremo sprofondare nelle nostre lacrime, quelli in cui coveremo risentimento o il nostro bambino interiore si sentirà abbandonato e non riconosciuto. Non possiamo pretendere che non sia così, che cambi tutto da un momento all’altro. E non importa quanti corsi faremo, quanto lavoro affronteremo su di noi.
È normale essere stanchi. È normale non comprendere alcune cose, anche se ne hai già comprese tante altre. È normale avere dubbi, perplessità, sentirsi “sbagliati” in certi momenti. Fa parte del pacchetto “essere umano”. E ci saranno momenti in cui ti sentirai da schifo, non vorrai saperne delle altre persone e ti domanderai che fine ha fatto tutto il percorso interiore che hai fatto fino a quel momento. Mettilo in conto, perché in quel momento abbraccerai completamente chi sei.
Tutto il percorso fatto ti aiuterà allora a illuminare quei lati d’ombra e a riconoscerli interamente, invece di nasconderli in qualche piega del tuo essere. ILLUMINARE. Non cambiare. E questo fa la differenza, se vuoi percorrere la strada verso l’Amore vero e lasciar scivolare quello finto.
Ma i grandi Maestri..
Se pensi che i grandi Maestri della storia non abbiano vissuto le stesse cose fino alla fine dei loro giorni, credo che ti potrebbe aiutare leggere le loro biografie, con tutte le vicissittudini, le debolezze, gli attacchi di rabbia, le paure, i lati d’ombra che ciascuno di loro ha portato sulle proprie spalle, nonostante la luce folgorante con cui hanno illuminato la vita di moltissime persone.
Una frase che mi ripeto spesso in questi giorni, e che mi sta aiutando a fare pace con l’essere “divini e incarnati” al tempo stesso, è:
Abbandona il mito della perfezione spirituale e abbraccia l’esperienza della perfezione umana.
Io penso che la ‘perfezione spirituale‘ esista, ma credo anche che si manifesti proprio nell’accorgerci che non è come ce l’aspettiamo, cioé scevra di tutto ciò che riteniamo imperfetto.
Penso che riusciamo ad essere per-fetti, cioé COMPIUTI, totali, completi, quando riusciamo ad abbracciare totalmente tutto ciò che siamo: fisico, emozionale, mentale, spirituale… giusto e sbagliato, luce e ombra.
Non importa chi eri in passato, se hai vissuto tante vite oppure no, se riesci a vivere esperienze fuori dall’ordinario o se a malapena ti concentri durante la tua ora di yoga.
Ciò che sei è già con te. Ciò che fai si gioca qui, adesso. Non c’è nulla di sbagliato in te, le scelte che hai fatto finora ti hanno tutte portato dove dovevi arrivare.
💛 Ovviamente… prendi ciò che dico e usa ciò che funziona per te 😉 💛
(Foto di copertina Eberhard Grossgasteiger via Pexels)
Sono Isabel Colombo, metà della vita passata a ricercare quel lato ‘wild’ interiore, di cui tanto parlo. Ho sempre avuto una curiosità sfrenata per l’essere umano: capire com’è fatto, come ragiona, come si relaziona con l’ambiente e soprattutto con sé stesso.
Attraverso i miei percorsi, ti aiuto a ritrovare la tua vera Natura, quel centro autentico e saldo dentro di te.. sarà come fare una passeggiata nel bosco!
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