Da cosa dipende la diffidenza? Perché non riesci ad avere fiducia in certe situazioni o nei confronti di alcune persone?
In questi ultimi giorni sui social ho condiviso con te alcune delle opzioni che possono essere uno spunto per rispondere a queste domande. Te le riporto tutte qua… e in più ne aggiungo una, che può aiutarti quando sei tu l’oggetto di “sfiducia”, cioé quando gli altri non si fidano di te, nonostante le tue migliori intenzioni.
Ma partiamo dall’inizio: perché non ti fidi, in certe situazioni?
1️⃣ Perché ti hanno educato così
Abbiamo appreso dai genitori o dal sistema che ci sono cose di cui bisogna avere paura e che ci mettono in pericolo, specialmente se sono diverse, strane o sconosciute.
Questo ha creato dei programmi interiori inconsapevoli, che utilizziamo tutte le volte che ci troviamo davanti a situazioni simili, dove la vocina dei nostri ‘adulti di riferimento’ (ma anche dei media, della scuola o di qualsiasi altra cosa sia entrata nel nostro filtro) fa capolino.
In un mondo duale, dove c’è una parte giusta e una sbagliata, si sta lontani dall’alterità per non esserne ‘contaminati’. Ma questo è sempre stato solo un modo per controllare qualcuno più debole e uccidere le differenze, manipolando la percezione a proprio vantaggio.
DOMANDATI: La sfiducia verso una determinata situazione è simile a quella di qualcuno della mia famiglia o del mio gruppo di riferimento? Cosa mi è stato insegnato essere ‘pericoloso’? Cosa potrebbe succedermi di brutto, se trasgredissi a questo insegnamento? È vero e ne sono sicuro?
2️⃣ Perché quella situazione tocca un tema per te sensibile
E che per questo fa scattare tutti i campanelli d’allarme del tuo cervello rettiliano, il cervello più antico legato alla sopravvivenza (è coinvolto anche il limbico con le risposte emozionali). Se qualche situazione non ti fa sentire sicuro, scatta un meccanismo ancestrale di ‘pericolo’ e c’è poco da fare per le competenze più evolute, legate alla soddisfazione e alla creatività: finché non sai di essere sano e salvo, le tue abilità cognitive, empatiche e creative vanno a farsi benedire.
Questo è anche il motivo per cui a volte sei così stressato: ti allerti come se fossi in una caverna con una tigre che vuole assalirti, quando in realtà la cosa peggiore che può succederti è… cadere e farti un livido.
Ma finché il tuo cervello più antico non viene rassicurato e il tuo ‘programma interiore del pericolo’ ricodificato, non ci sarà modo per procedere e diffiderai da tutto ciò che tocca la tua corda sensibile, tenendotene bene alla larga.
Per alcuni è il tema del denaro, per altri dell’intimità fisica o emotiva, per altri ancora della casa o degli studi… Avere consapevolezza dell’argomento che attiva quel senso di pericolo ti può aiutare a interpretare le situazioni in modo più efficace.
DOMANDATI: Qual è il tuo ‘tema debole’, quello che senti più legato alla tua sicurezza personale? Di cosa hai bisogno, per sentirti protetto? L’hai magari appreso da qualcuno o da qualche tua esperienza? Il cervello tende ad archiviare le cose sotto etichette simili, ma la situazione che stai affrontando ora potrebbe essere molto diversa dal passato, se la valuti attentamente. Qual è la cosa peggiore che potrebbe succederti adesso, se andasse male? A cosa stai rinunciando, per starne lontano?
3️⃣ Perché non ti fidi di te stesso
Il tema è l’autostima e il senso di valore personale.
Pensi di diffidare di qualcosa di esterno.. in realtà sei semplicemente poco sicuro di te stesso. In pratica, credi che se qualcosa andasse storto nella scelta che stai per compiere, non saresti in grado di venirne fuori, oppure ne verresti fuori malconcio e non saresti abbastanza resiliente per affrontarlo.. o ancora, proveresti imbarazzo e vergogna per aver ‘sbagliato’ facendo di testa tua.
Quando una persona è completamente centrata, sa di avere tutte le risorse interiori per venire a capo di qualsiasi avversità. Si conosce, identifica i propri punti di forza e i propri limiti, e non solo: sa anche di avere una marea di risorse che ancora non conosce, ma che sono pronte a far capolino nel momento in cui si dovesse trovare in difficoltà.
In pratica, ha fiducia nella VITA. È sicuramente abituata a seguire l’intuito, piuttosto che il ragionamento analitico e questo sicuramente le permette di accedere a informazioni ‘inspiegabili’ a prima vista.
DOMANDATI: qual è la cosa peggiore che mi potrebbe capitare? Quali risorse ho già a disposizione? Di quali altre avrei bisogno, che posso recuperare? Posso chiedere aiuto a qualcuno? Quanto mi fido del mio intuito? Voglio sperimentare qualcosa di nuovo? Se sbaglio, cosa succede?
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4️⃣ Perché non vuoi restare deluso
“Prevenire è meglio che curare” sarebbe il tuo slogan…. quando il marketing tarpa le ali alla creatività!
In pratica, dato che non vuoi rischiare di bruciarti queste ali, te le togli prima. Non voli, ma almeno sei sicuro di non avvicinarti troppo al sole.
Applichi una ‘sfiducia preventiva’: vuoi evitare di essere ferito e ti tieni a distanza da tutto ciò che potrebbe entusiasmarti troppo, e che d’altro canto presenta qualche rischio. Quindi non stai diffidando della situazione in sé, ma fai della diffidenza il tuo scudo.
Vedi principalmente ciò che secondo te non funziona, invece di valutare le opportunità.
È una sorta di ‘risparmio energetico’, che però potrebbe costarti molto di più di quanto credi.
DOMANDATI: Cosa rappresenta per me questa situazione? Perché la idealizzo tanto da temere che mi possa fare male? Al posto di risparmiare sulla fiducia, come potrei ridimensionare le mie aspettative e vivermi meglio il presente? Quali sono le opportunità della situazione e cosa potrei imparare di buono da essa? A cosa sto rinunciando, perché temo di restare ferito?
5️⃣ Perché non sei abituato al piacere
Altrimenti detto: troppo bello per essere vero!
Spesso succede che la nostra la capacità erotica di quando eravamo bambini, di sorprenderci e meravigliarci delle cose, di seguire ciò che ci piace e goderne appieno, venga ‘estirpata” da giudizi esterni, che poi piano piano diventano la nostra voce interiore: “Non combinerai mai nulla di buono”, “Non è possibile”, “La vita è dura”, “Solo faticando si ottengono le cose”, “Prima il dovere poi il piacere”, “Non è così che si fa”, “Così non va bene”…. ti ricordano qualcosa?
A furia di ripeterti queste frasi, non sai più cosa sia il piacere. Così, quando ti trovi davanti a qualcosa di bello, non ti fidi. Inizi a pensare che sia frivolo, troppo semplice.. che NON TE LO MERITI.
Questa cosa del merito è un po’ una piaga, perché è la prima convinzione con cui ti auto-saboti con dubbi sulle tue capacità, sulla veridicità di ciò che vivi, su ‘quanto durerà’.
E poi, non essendo abituato a godere delle cose, quando ti trovi in una situazione piacevole, diventi irrequieto. Pensi subito a smontarla per riprendere a sudare, faticare, confermare a te stesso che le cose vanno guadagnate e che non si può cincischiare. Il punto è che così…. non ti godrai mai nulla davvero e la felicità sembrerà sempre una chimera lontana e inafferrabile.
DOMANDATI: cosa penso del piacere e delle persone che lo vivono, in generale? Quanto riesco a sostenerne l’intensità, quando mi capita di sperimentarlo? Cosa penso di dover fare per “meritarmi” le cose? Mi merito di stare bene? Qual è il mio modo di sabotarmi? In quali situazioni lo faccio principalmente?
6️⃣ Perché qualcosa non si allinea con te
Lasciando da parte schemi che bloccano la fiducia, convinzioni che alterano la percezione ecc. ecc. (tutto quello che abbiamo visto nei post precedenti), succede che non ti fidi perché senti che qualcosa non va, che ‘cozza’ con te. Percepisci una distonia di fondo.
Entra in gioco l’intuito, piuttosto che il ragionamento. Cioè, magari sulla carta sembra tutto ok, però una sorta di sesto senso ti dice che quella non è l’esperienza migliore per te, anche se non sai il motivo.
A volte è semplicemente una questione di diversità di aspettative tra due soggetti, piuttosto che una cosciente volontà di inganno da parte di uno dei due (che può sempre accadere, se la consapevolezza e l’autostima sono basse). E in questa diversa frequenza a cui si vibra, non ci si piglia.
Tempo fa mi è capitato di avere l’opportunità di collaborare a un progetto lavorativo molto interessante; si allineava in gran parte con i miei valori personali e mi avrebbe probabilmente dato anche una certa sicurezza di avere clienti già profilati. Ma c’erano delle cose che non mi tornavano. Delle discrepanze più o meno sottili tra il progetto e alcuni atteggiamenti.
Era probabilmente una sensazione che sentivo rispetto alla ‘mia frequenza’, perché so di altre persone che hanno invece partecipato entusiasticamente al progetto. Io ho invece scelto di declinare la proposta: non esisteva ancora la mia attuale attività Find Your Wild e non avevo un piano B in quel momento.. ma sapevo che ero in transizione e che stavo aspettando qualcosa che mi accendesse completamente.
E così è stato: due mesi dopo la mia creatività ha ripreso a palla e ho messo in piedi il mio progetto, in cui mi sento allineata al 100%. Forse non sarei qua a scriverti ora, se avessi detto “sì” a qualcosa che in quel momento strideva con me. MI SONO FIDATA della mia intuizione.
DOMANDATI: prendo decisioni in base al ragionamento e aspetti logici o seguo il mio intuito? Mi faccio sempre consigliare da altri o sono in grado di prendermi i miei spazi di silenzio per ascoltarmi? Mi fido delle mie risposte oppure ho sempre bisogno che qualcun altro me le confermi?
7️⃣ Perché qualcosa non si allinea… in te
Questa è l’opzione jolly che aggiungo, che in un certo senso riassume tutte le precedenti e può aiutarti a comprendere come mai altri non si fidano di te, vale a dire: a volte il conflitto e il disallineamento è in te, piuttosto che fra te e un’altra persona.
Dentro di te ci sono forze che tirano da parti opposte e che a volte non riescono a mettersi d’accordo sul da farsi; sei in questo senso poco allineato, cioé è come se tu stesso non sapessi bene cosa vuoi dalla situazione e, anche se a livello conscio dici di volere una cosa (per esempio, partecipare a un progetto, cominciare una relazione ecc.), magari a livello inconscio non ne sei così sicuro. Oppure, ci sono parti di te che ‘litigano’ su come dev’essere affrontata la cosa: c’è la parte guerriera che vuole prendere in mano le redini della situazione, che si contrappone alla parte diplomatica che vuole invece mediare, che si contrappone alla parte gregaria che vuole invece avere un leader da seguire…
Insomma, ci sono tanti personaggi dentro di te! E le loro forze archetipiche possono entrare in gioco e contrapporsi, creando un campo di energia dissonante, che viene percepito all’esterno. Quindi, anche se hai buone intenzioni, dall’altra parte viene percepito qualcosa di strano e un po’ rumoroso, che mette sul chi va là e fa dubitare rispetto alla tua compattezza.
Nulla di grave, però è interessante quando te ne rendi conto, perché in questo caso puoi finalmente dare voce a tutti i tuoi personaggi interiori e comprendere dove hai bisogno di riallinearti e quali esperienze possono servirti allo scopo.
DOMANDATI: quali sono i personaggi interiori che riconosco in me? Quando prendo una scelta, distinguo le varie voci con i relativi bisogni, paure e desideri? Posso metterle d’accordo e in che modo? Quale parte di me mi importa sperimentare, facendo una determinata scelta?
(foto di copertina via Unsplash)
Sono Isabel Colombo, metà della vita passata a ricercare quel lato ‘wild’ interiore, di cui tanto parlo. Ho sempre avuto una curiosità sfrenata per l’essere umano: capire com’è fatto, come ragiona, come si relaziona con l’ambiente e soprattutto con sé stesso.
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