Uno dei poteri più grandi dell’essere umano è quella di fare scelte. Attraverso la scelta, sperimentiamo cosa significa essere liberi di disegnare la nostra vita, di decidere quali esperienze vogliamo affrontare, in che modo vogliamo imparare ciò che ci serve per evolvere.
Tutte le scelte includono gli altri, perché essendo interconnessi, qualsiasi cosa decida di fare della tua vita inevitabilmente avrà effetti anche sulla vita di altre persone. Ma in certi casi questo è davvero palese, quando per esempio la strada che decidi di prendere influenzerà una persona a te cara, un figlio, un compagno, un amico. Ed ecco allora che dentro di te pensi..
“Non voglio fargli del male”
In pratica, hai la sensazione che, con la tua decisione, potresti rovinare la vita all’altro, farlo soffrire, contrariarlo in qualche modo. E così scegli tutt’altro, lasciando perdere un sogno, rinunciando a qualcosa che ti renderebbe felice o ti farebbe crescere. Hai la sensazione di aver fatto un sacrificio per una buona causa.. ma forse, la cosa è ben più articolata.
Il bisogno di essere amati
Cosa succede quando scegli qualcosa che può far storcere il naso a un’altra persona? Di solito, hai la sensazione che quella persona in quel momento ti ami di meno, perda fiducia in te, ti consideri ‘sbagliato’. Temi di aver fatto un errore, di essere giudicato. E questo ti dà l’idea di ‘perdere punti’ di fronte all’altro e che la tua immagine venga scalfita da una scelta diversa dal solito. Temi che l’altro possa addirittura odiarti.
Non ti senti riconosciuto e questo fa nascere in te la paura di non essere più amato. Quando eviti a tutti i costi di fare scelte che possano essere impopolari, guarda bene il motivo per cui lo fai: mi vengono in mente quei genitori che danno ai figli tutto ciò che chiedono, pur di restare nelle loro grazie e continuare ad essere visti come degli eroi. Eppure, i bambini hanno bisogno anche di altro: una scelta ‘impopolare’ come quella di dire “No” può insegnare i giusti limiti e non intacca minimamente l’affetto reciproco che due persone possono provare, quando è sorretto da una pura intenzione di amore, anziché di autoritarismo.
Se eviti una scelta per paura di non essere riconosciuto, potresti ottenere l’effetto opposto: in un certo senso, strumentalizzi la situazione per colmare una tua carenza e questo a lungo andare viene avvertito anche dall’altra persona, che potrebbe perdere fiducia e sentirsi oppressa, usata.. o in colpa.
Bene o male?
Cosa intendi esattamente quando dici “Non voglio fargli male” ? Quale credi che sia il ‘bene’ dell’altra persona?
A volte pensiamo che fare del bene alle altre persone significhi evitare ad ogni costo che soffrano, che attraversino situazioni spiacevoli; cerchiamo di proteggerle dal dolore in tutti modi, senza accorgerci che così facendo, stiamo spianando per loro una strada dove non saranno in grado di proteggersi da soli, di discernere ciò vogliono nella loro vita. Affrontare il dolore permette di ‘farsi i muscoli’ e allenare la capacità di essere resilienti. Se una persona viene sempre protetta da situazioni di disagio, sarà molto più difficile per lei affrontarne altre da sola, avrà sempre bisogno di qualcuno che la sorregga e svilupperà un atteggiamento da vittima, oppure da prepotente.
Anni fa ero stata impressionata dalla storia di John Foppe, un ragazzo nato senza braccia. Per 10 anni sua mamma e i suoi fratelli si erano sempre occupati di lui, vestendolo, portandolo in giro ecc. Lui dipendeva completamente da loro. Finché un giorno, la madre prese una decisione coraggiosa: non l’avrebbe più aiutato. John avrebbe dovuto imparare, innanzitutto, a vestirsi da solo. I primi giorni furono per lui infernali, con lacrime a fiumi, urla e strepiti. Poi, poco alla volta, imparò a vestirsi… e poi a farsi da mangiare… e poi a guidare. Diventò completamente autonomo, iniziò il suo lavoro da scrittore e oggi è un conferenziere d’ispirazione per molti.
Come sarebbe stata la vita di quest’uomo e dei suoi famigliari, se la madre non avesse preso una decisione così complessa? La scelta apparentemente poteva sembrare crudele e di completo disinteresse…. ma si è trasformata in una scelta d’amore. Non solo per lei, ma anche grazie a John, che ha compreso la grande opportunità che gli si stava offrendo in quel momento. Se non l’avesse colta, avrebbe forse passato la vita a odiare la madre e sentirsi una vittima inerme. Come vedi, l’atteggiamento di ciascuno cambia il quadro generale. Tutto dipende dalla prospettiva di ogni attore coinvolto. E questo mi fa fare un’altra riflessione…
Non è colpa tua
E nemmeno ‘merito’ tuo. Quando dici che “Non vuoi fargli del male”, è come se pensassi di avere potere sulla felicità di un’altra persona. Non è così.
Nessuno ha totale controllo sugli altri e suoi loro umori, stati d’animo, decisioni. Tu puoi fare una scelta che riguarda te e la tua vita, ma il modo in cui tale scelta verrà interpretata ed elaborata dipende dall’altra persona. Non hai potere di fargli ‘bene’ o ‘male’, in senso lato. Ognuno ha la propria quota di responsabilità e, certo, ad ogni scelta corrispondono delle conseguenze. Se pensi però che TUTTE le conseguenze dipendano da te, stai rasentando l’onnipotenza 🙂
Quindi, stai tranquillo e fai un bel respiro: ciò che accade è l’interazione tra i sogni, desideri, bisogni, ferite di tante persone diverse. Non puoi farti carico di tutto questo per tutti, puoi solo fare il meglio per te stesso, in un’attitudine amorevole e aperta, con la determinazione di seguire la tua vocazione, ciò che ti chiama per manifestarsi attraverso di te.
Amare i propri fantasmi
Come hai visto, quindi, dietro a un “Non voglio ferirlo” c’è un mondo invisibile, fatto dei tuoi fantasmi personali, le tue paure di non essere capito e accolto; fatto dei fantasmi di un’altra persona, che potrebbe sentirsi rifiutata, non tenuta in considerazione.
Dietro a ogni scelta difficile, ci sono fantasmi da incontrare, conoscere e amare. Questi fantasmi continuano a girare intorno, finché davvero decidiamo di offrire loro il tè e di farci raccontare la loro storia. Dietro la sofferenza e il dolore più grande possono nascondersi delle meravigliose opportunità di guarigione, per te e per le persone che ti circondano.
Quindi, fa’ sempre che la tua scelta sia dettata da un “Questo è ciò che sento essere per me ora”, piuttosto che dall’illusoria credenza di avere in mano il bene o il male di un’altra persona. Ciascuno ha il potere di ritornare ad essere Felicità, ed è proprio grazie alle tue scelte di luce che permetterai agli altri di ritrovare la strada verso la propria felicità.
(foto di copertina Trevor Cole via Unsplash)
Sono Isabel Colombo, metà della vita passata a ricercare quel lato ‘wild’ interiore, di cui tanto parlo. Ho sempre avuto una curiosità sfrenata per l’essere umano: capire com’è fatto, come ragiona, come si relaziona con l’ambiente e soprattutto con sé stesso.
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