“Non piangere, è da bambini!”
“E se poi ti vede qualcuno?”
“Gli uomini non piangono mai!”
A cosa servono le lacrime?
Vengono dette tante cose sull’argomento e pensandoci, normalmente, ci viene in mente qualcosa di triste, malinconico, disperato.. oppure pensiamo alla debolezza, al capriccio di un bambino, alla “troppa” sensibilità, a qualcosa che non è ammissibile, da adulti.
Ci sono persone orgogliose di non piangere da anni.
E ce ne sono altre, invece, che non riescono a smettere e non capiscono il perché.
Beh: se qualcuno ti dicesse di “Non ridere che è da immaturi”, tu cosa gli diresti? Probabilmente lo guarderesti strano e lo ignoreresti.
Il pianto, come la risata, non è altro che manifestazione di un processo biochimico, che TI SERVE.
Ti invia segnali su te stesso e ti aiuta a comunicare con le altre persone.
Cosa indica il pianto?
Normalmente, il pianto indica tristezza. Ma esiste anche il pianto di gioia o di commozione. In tutti questi casi, vuol dire che stai provando qualcosa di talmente forte che non ce la fai a contenerlo.
E il pianto aiuta a ripulire e purificare il tuo ambiente interno, per aprire e fare spazio.
Il pianto triste, nello specifico, ti indica che hai bisogno di elaborare la perdita di qualcosa. E per farlo, vuoi stare un po’ per conto tuo oppure vuoi farti aiutare.
Le persone che non piangono mai non riescono a elaborare i lutti fino in fondo. Non li riconoscono proprio e questo le porta spesso a costruirsi l’illusione di non aver mai bisogno di niente e nessuno.
Le persone che piangono sempre, al contrario, vivono in un lutto perenne. Sono identificate nell’illusione di aver “perso” qualcosa, ma quella cosa di solito è un simbolo di qualcos’altro di più profondo.
Come andrebbero trattate, allora, queste lacrime?
Sia che allaghino casa, sia che sembrino sparite nel nulla, comincia ridefinendo il concetto di tristezza, che è un’emozione come le altre, è sana e ti aiuta ad essere chiaro con te stesso rispetto ai tuoi bisogni.
Poi, identifica cosa senti di aver perso (o di dover lasciar andare): può essere una persona cara, un lavoro, una relazione, ma spingiti anche un po’ oltre verso i simboli di tutto questo. Potresti dover lasciar andare un’immagine che hai di te, una tua convinzione, una visione della vita.
Concediti del tempo per elaborare: piangi fino in fondo, se le lacrime ti vengono facili, ma anche se non ti vengono concediti del tempo solo per te e prova a sentire cosa accade in te e nel tuo corpo, al pensiero che questa cosa non ci sia più o se ne sia andata;
Quindi chiediti:
Perché questa cosa è così importante per me?
Quando ho cominciato a ritenere che senza di essa mi sarei sentito perso?
È davvero così?
SPOILER: non è così.
Cioè, spesso abbiamo la sensazione di non poter più andare avanti senza qualcosa ed è anche il motivo per cui molti non piangono più e deviano tutta la tristezza su altro: perché non vogliono sentirsi così fragili e senza forze.
Ma ascolta: il pianto SERVE.
Come ti dicevo prima, serve a ripulire, a fare chiarezza e a donare al tuo corpo ormoni di benessere.
Certo, il pianto è uno strumento. Lo usi e quando hai finito lo metti via. Perché dopo un po’ non serve più, ha esaurito il suo compito.
Allora, non avere paura delle tue lacrime.
Sono al tuo servizio e ti aiutano a comprendere qualcosa di importante per te in quel momento.
E se continuano ad arrivare o non arrivano mai, vuol dire che una parte di te è rimasta bloccata da qualche parte e questo, come una diga, sta impedendo alla tua energia creativa di fluire liberamente.
Concediti di sentire la perdita di qualcosa.
È umano.
E una volta che l’hai sentita, resta attentamente in ascolto, perché arriverà quella spinta vitale da dentro che ti riporterà alla luce, dimostrandoti che in realtà tutto ciò che ti serve è ancora con te, che hai un sacco di altra vita davanti e che puoi essere ancora molto felice, se ti permetti di andare oltre l’illusione della fine.
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Se ti viene difficile fare questo passaggio..
Se stai cercando di rinascere a nuova vita ma ti senti trascinato indietro da qualcosa che non riesci a lasciar andare..
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Io sono qui.
E sarò al tuo fianco per 2 mesi, con un percorso profondo ed entusiasmante per rimettere insieme i pezzi di te che credevi di aver perso. E che, invece, sono ancora lì con te. Basta sapere dove cercarli!
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Ah, e non dimenticarti di ascoltare le testimonianze di tante altre persone come te, che credevano di essersi perse e invece si sono ritrovate più forti, consapevoli e luminose di prima, grazie al lavoro che abbiamo fatto insieme.
Le trovi qua: www.findyourwild.it/testimonianze-recensioni
Ti abbraccio, Isabel
(foto via Pexels – Sebastian Voortman)
Sono Isabel Colombo, metà della vita passata a ricercare quel lato ‘wild’ interiore, di cui tanto parlo. Ho sempre avuto una curiosità sfrenata per l’essere umano: capire com’è fatto, come ragiona, come si relaziona con l’ambiente e soprattutto con sé stesso.
Attraverso i miei percorsi, ti aiuto a ritrovare la tua vera Natura, quel centro autentico e saldo dentro di te.. sarà come fare una passeggiata nel bosco!
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