Come cambierebbe la tua vita se tu, litigando con qualcuno, fossi in grado di fare pace nel giro di.. pochi secondi??
A tal proposito, questa te la voglio raccontare, perché è stata un’esperienza sorprendente che non avevo mai sperimentato nel giro di così poco tempo.
Ieri sera stavo chattando con un carissimo amico, con cui c’è un rapporto molto diretto; a un certo punto, io gli faccio presente un mio timore e lui comincia a canzonarmi ironicamente rispetto a questa cosa.
Gli faccio notare che NON mi sta facendo piacere e che mi sento presa poco sul serio rispetto a ciò che provo. Comincia allora un’escalation fra me e lui, in cui ciascuno tenta di aver ragione rispetto al proprio punto di vista, fino al momento in cui gli dico che non tira aria e forse è meglio se non ci vediamo (doveva venire da me).
Mi sentivo molto arrabbiata. Delusa. Ancora una volta, non ascoltata. (E non mio riferisco solo a lui, ma a tutte le volte in cui mi è capitato nella vita).
Ma, a quel punto, è successo qualcosa di strano dentro di me: ho iniziato a sentire che stava salendo molta rabbia, frustrazione, tristezza. Litigare con una delle persone più preziose che hai nella vita non è mai piacevole.. e nel giro di pochi secondi, ho cambiato strada.
Ho preso al balzo un messaggio in cui il mio amico cercava di stemperare l’aria tesa -pur restando sulla sua posizione- e l’ho seguito, prendendo anche io la strada dell’ironia. Dal “È meglio che oggi non ci vediamo” sono passata al “Mi raccomando non fare tardi”.
120 secondi in tutto. Tra incazzatura e riappacificamento.
Schizofrenia? Bipolarismo? Può darsi. Oppure.. c’è altro.
Tu sai quanto è importante per me NON reprimere le emozioni. Così come è importante imparare a regolarle, diventando consapevoli di quando un meccanismo automatico è scattato e parte il relativo impulso ad agire in un certo modo. È quello che insegno a fare alle persone, aiutandole ad ascoltarsi, riconoscere ed esprimere sé stesse attraverso il mio percorso di crescita interiore.
In questo caso raccontato, sono successe alcune cose interessanti dal mio punto di vista e le voglio condividere con te, perché possono esserti molto utili per gestire al meglio anche le tue relazioni, che così possono diventare più appaganti e sincere. Come quella che c’è fra me e questo amico, con cui il rapporto è riuscito a ristabilizzarsi e diventare ancora più autentico in un lasso di tempo davvero breve:
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1. La rabbia è stata riconosciuta e la sua energia trasformata
Pensi che l’abbia fatta passare liscia al mio amico :)? Eheh, scherzo, non sono così terribile.. ma di certo se mi arrabbio NON faccio finta che non sia successo nulla. Ascolto l’emozione, la sento dentro di me, condivido ciò che provo. Questo è il primo step per usare l’energia di un’emozione.
Comprendo poi il trigger che può aver fatto scattare l’emozione e lo comunico.
Dopodiché, divento consapevole di cosa mi sta portando a fare quell’emozione, di come mi sta facendo agire: mi sta facendo sentire bene o male? Mi fa fare un’azione costruttiva o distruttiva? Perché vedi, il momento in cui ho scelto di cambiare strada è stato il momento in cui mi sono accorta di quanto stavo iniziando a usare quella rabbia come un veleno, anziché un carburante per il cambiamento.
Quindi, la rabbia va riconosciuta. Devo essere molto chiara con me stessa rispetto a cosa mi sta facendo male. Al fatto che non voglio più che accada (se è davvero così). E a cosa posso fare per evitare che succeda.
Chiudere la porta in faccia al mio amico non avrebbe risolto la cosa. Aprire la porta e spiegargli vis à vis cosa mi aveva scosso, senza far finta che andava tutto bene, bensì veicolando con calma cosa stavo sentendo, sì. È la scelta che ho fatto. Ed ha funzionato.
Facile? No, per nulla. Per questo faccio intere sessioni a guidare le persone in tal senso: perché la maggior parte ha dimenticato come dialogare con le proprie emozioni e questo è il motivo principale per cui entra in crisi e non riesce a trovare il bandolo della matassa della propria vita.
Ma sono l’esempio in carne e ossa che si può fare. Che ci puoi arrivare, quando lavori dentro di te con sufficiente fermezza da non scoraggiarti al primo ostacolo. E che, se hai una buona guida e ti affidi, lo scoraggiamento può trasformarsi in nuova benzina.
Perché ciò che vuoi è chiaro dentro di te: relazioni felici. E non può certo essere una piccola battuta di arresto a fermarti.
2. In una relazione occorre essere in due
A dire il vero, non ho cambiato strada da sola.. ABBIAMO cambiato strada insieme.
Il mio amico avrebbe potuto fare quello risentito, tenere il muso, chiudere a sua volta la porta. Avrebbe potuto evitare di darmi il LA stemperando l’aria tesa con l’ultimo messaggio.. insomma, avrebbe a sua volta potuto agire in modo diverso e io non avrei potuto fare nulla per fargli cambiare idea.
Ed è solo perché abbiamo scelto INSIEME di cambiare strada, che è potuto succedere. Ma, cosa più importante, ciascuno ha fatto questa scelta prima di tutto dentro di sé. Io non ho obbligato lui, lui non ha obbligato me. Semplicemente, ci siamo incontrati a metà strada, dopo aver deciso dentro di noi che quella di prima non era la piega che volevamo far prendere alla cosa. E che c’erano delle alternative.
Scegli con cura le persone di cui ti circondi. Fai il tuo lavoro interiore, senza obbligare nessuno a seguirti. E incontrerai sulla tua strada persone che a loro volta stanno facendo il loro lavoro interiore.
3. Allenati a perdonare
Un’emozione, dopo che l’impulso è partito, lascia uno strascico. Un periodo di tempo entro il quale non riesci a provare altre emozioni a parte quella ed è normale. Diventa invece poco funzionale e invalidante quando non riesci più a provare altro per tanto tempo (a volte anni).
Cosa ti aiuta quindi a “sentire” in modo sano?
Sicuramente e innanzitutto, essere il primo o la prima che SI ascolta. Che dà diritto a ciò che sta ascoltando di esistere. Perché se io sono arrabbiata e faccio finta che non sia così, giustifico le azioni dell’altro oppure evito ciò che provo fuggendo.. quell’energia resta comunque incastrata dentro di me e, se la cosa si ripete, piano piano si accumula nelle mie cellule.
Perdonare (attraverso tante tecniche che per esempio uso nel mio percorso FREE YOUR SOUL) è un’abilità che si apprende. Non significa giustificare, far finta di nulla, nascondere o mettere da parte.
Significa invece non attaccarti a ciò che senti, permettendogli allo stesso tempo di esistere e di trasformarti.
Io ci ho lavorato per diverso tempo, apprezzando i benefici che ha apportato nella mia vita e imparando a farlo diventare un vero stile di vita.
Perché perdonare non è quel concetto un po’ semplicistico che tutti intendono, dove ti basta girare la testa e far finta di nulla (continuando a roderti dentro): è invece un processo bellissimo che dovremmo fare con tutto ciò che incontriamo nella nostra vita, perché ci permette di esistere sempre nel qui e ora, evitando la trappola del passato che bussa continuamente alla porta e del futuro che ci spaventa.
E. se ti interessa, posso supportarti e insegnarti come si fa.
4. Riconosci i lati d’ombra
Siamo proprio sicuri che abbia sentito tutto ciò che stava emergendo in me? Perché in effetti, è accaduto tutto molto in fretta. E l’ironia può essere un modo per difendersi dalle emozioni (anche se il mio amico non lo ammetterà mai ;-P).. ma nel momento in cui è inconsapevole. Io, in quel momento, l’ho scelta con grande consapevolezza.
In ogni caso, lascio la porta aperta all’ascolto di quei lati che magari non sono emersi, di quelle motivazioni che mi hanno portata a scegliere una strada diversa per timore -per esempio- di restare sola. Magari ho ascoltato la rabbia, ascoltando meno la tristezza che stava emergendo insieme..
Lascio sempre spazio all’ascolto interiore. Non dò mai nulla per certo e per scontato, perché sono sempre i lati d’ombra che racchiudono i nostri prossimi step evolutivi e ci permettono di diventare persone sempre più complete, integre e vere.
5. Riconosci cosa è realmente importante per te
In quel momento era per me più importante avere ragione o portare la mia relazione a un livello di profondità ulteriore? La risposta è ovvia.
Quando qualcosa è davvero importante per te, prioritario e non-negoziabile, ecco che tutto il resto passa in secondo piano. Non hai dubbi, sai cosa vuoi e riconosci le azioni che ti portano verso quella cosa, lasciando stare quelle che invece ti allontanano.
Per me quell’amicizia è davvero importante. Così come è fondamentale e non-negoziabile potermi esprimere in tutte le sfaccettature all’interno di una relazione. Così la scelta è venuta da sé: il punteggio che davo a una cosa (nutrire la relazione) era davvero molto più alto di quello che davo a un’altra (isolarmi nel mio vittimismo e nella volontà di avere ragione a tutti i costi).
Non è facile nutrire una relazione e allo stesso tempo sostenere la libertà di esprimersi. Ci vuole tempo, lavoro e una ferma intenzione. E quando sei a quel punto, non hai più dubbi e sei disposto a fare tutto ciò che serve per continuare in quella direzione.
6. In una relazione si può soffrire. E non ne pregiudica la bontà.
Tutti vogliono relazioni sane, belle, vere. Ma cosa occorre fare, per crearle?
Perché una relazione consapevole necessita di cure e attenzioni speciali, che ti portano a un livello di esperienza umana come nient’altro. Devi essere pronto a mostrarti per ciò che sei, debolezze comprese. A metterti nudo di fronte all’altro, nella piena fiducia di non essere criticato o deriso.
E questa è un’altra consapevolezza che ho appreso da questo episodio, un livello ancora più alto del “videogame”: devi essere capace di dire all’altro se qualcosa ti ha fatto male. Così come devi aprirti alla possibilità di aver fatto del male, anche senza volerlo.
Riconoscere di aver provato dolore per qualcosa che ci ha fatto una persona amata non è facile. Così come non lo è -per nulla!- riconoscere di aver ferito qualcuno che amiamo! Com’è possibile che facciamo del male a qualcuno cui vogliamo molto bene?? A volte questo pensiero è talmente doloroso e ci fa sentire dei mostri, oppure incompresi nelle nostre vere intenzioni, che ce ne difendiamo negando ad ogni costo di essere stati noi.
Ma sai una cosa? Nessuno sta dicendo che non vuoi bene a quella persona. Semplicemente, puoi averle inavvertitamente schiacciato il piede ed è giusto e normale che lei dica “Ahia!”. E viceversa: magari reagisci in modo poco sensibile perché ti senti ferito per qualche motivo.
Allora, se vuoi davvero bene a te stesso e all’altro; se davvero aspiri a una relazione sana, profonda, in continua espansione; se davvero desideri sperimentare la sacralità dell’incontro di due Anime, ti viene richiesto di giocare anche a questo livello del videogame.
Ne vale la pena? Dimmelo tu. Per me, 100, 1.000, 10.000 volte sì.
Siamo qui proprio per questo. E spesso possiamo sperimentarlo solo con pochi esseri speciali che incontriamo lungo il nostro cammino. Vuoi sprecare questa occasione?
Se non sai da dove cominciare, parti da te. Ti accompagno io, attraverso il mio bellissimo percorso FREE YOUR SOUL, che trovi qua. Perché..
Un guerriero responsabile non è quello che si prende sulle spalle il peso del mondo.
È colui che ha imparato ad affrontare le sfide del momento.
(Paulo Coehlo)
Un abbraccio, Isabel
(foto Elijah O’donnell via Pexels)
Sono Isabel Colombo, metà della vita passata a ricercare quel lato ‘wild’ interiore, di cui tanto parlo. Ho sempre avuto una curiosità sfrenata per l’essere umano: capire com’è fatto, come ragiona, come si relaziona con l’ambiente e soprattutto con sé stesso.
Attraverso i miei percorsi, ti aiuto a ritrovare la tua vera Natura, quel centro autentico e saldo dentro di te.. sarà come fare una passeggiata nel bosco!
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