La fine dell’anno è sempre quel momento di pulizia generale, in cui facciamo il punto dei mesi appena trascorsi e decidiamo cosa portarci nell’anno successivo e cosa invece.. mollare lì.
Ovviamente, quando pensiamo a ripulire, immaginiamo sempre le cose che NON ci sono piaciute, quelle che ci hanno fatto tribolare, quelle che potevano andare meglio.. insomma, passiamo in rassegna tutti gli avvenimenti e, quando ci ritroviamo a fare una mezza smorfia, ecco che sappiamo che quella cosa o l’emozione legata a quella cosa forse non ce la vogliamo trascinare dietro per altri 12 mesi.. e facciamo anche bene, direi.
Lasciar andare le cose negative è qualcosa che dovremmo fare ciclicamente, ripulendo il nostro spazio interno da tutto quello che si è accumulato, bloccato, cristallizzato nel corso del tempo. Certo, non è sempre così facile, perché siamo diventati molto abili a trattenere anche tutto quello che ci fa soffrire: a volte preferiamo imparare attraverso la sofferenza, anziché la gioia..
Sai lasciar andare qualcosa che.. ti è piaciuto?
Ma lo sapevi che si possono, anzi, si devono perdonare anche le cose belle??
Questa magari ti è nuova, ma solo perché il vero senso di “perdonare” e “lasciar andare” ancora non è ben compreso. Siamo così concentrati sul trattenere ciò che è nostro, ciò che “ci appartiene” il più a lungo possibile, da non renderci conto che nulla ci appartiene veramente e, anzi, credere il contrario ci porta spesso molto più lontani dalla felicità di quello che crediamo.
E allora questo è un punto che, magari, questo fine anno puoi provare a sperimentare, vale a dire: prova a pensare a tutto ciò che ti è accaduto di BELLO e.. lascialo andare.
“Ma come, perché mai dovrei lasciarmi scappare qualcosa che mi piace??”, ti sento già brontolare.
Sì, lo so, all’inizio sembra senza senso ma, ripeto, solo perché fraintendiamo il concetto di perdono e non capiamo che lasciar andare le cose belle è l’unico modo per godercele fino in fondo. Ma partiamo dall’inizio.
Cosa vuol dire “perdonare” qualcosa?
Ne avevo già parlato tempo fa, ma provo a fare un piccolo refresh: “per-donare” significa donare tutto di sé, non trattenere nulla, non aggrapparsi alle cose, alle persone, alle emozioni, ai ricordi.
È un’abilità che, una volta appresa, diventa uno stile di vita: incontri qualcosa/qualcuno, lo vivi fino in fondo, che sia una cosa bella o brutta, poi però riconosci che NON SEI quella cosa. Non ti identifichi con essa, non confondi la tua Essenza con ciò che essa rappresenta, con le emozioni e le reazioni che può stimolare in te. Lasci andare qualsiasi cosa, come se tu fossi il letto di un fiume in cui continua a scorrere acqua sempre nuova.
Perché questo? Perché così è la vita! L’esistenza è in perenne movimento, tutto cambia e muta in continuazione. Pretendere la fissità di qualcosa è come pretendere che un fiore sbocci senza mai appassire. Se ti piacciono di più, esistono i fiori di plastica.. ma scordati il profumo, la morbidezza e il miracolo nell’essere in presenza di qualcosa di VIVO.
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Perdonare le cose brutte
Ora, questa è facile: qualcosa mi ha fatto schifo, lo voglio lasciar andare. Non me lo porto dietro nel 2021. Sembra molto semplice, ma le persone che sanno perdonare sono davvero poche.
Per perdonare del tutto devi innanzitutto entrare con tutti e due i piedi nel tuo lato d’ombra: quello incazzoso, risentito, umiliato, frustrato, impotente, triste, depresso.. chiaro il concetto no? A pochi piace ammettere di sentirsi così e di voler fracassare la testa a qualcun altro (che brutta persona…!), così come a pochi piace sentirsi vulnerabili ed entrare completamente in questa sensazione, esplorandola e riconoscendone ogni angolo, senza soffocarla di impegni e cose da fare. D’altra parte, se vuoi perdonare, è proprio da qui che devi partire. Tutto il trenino del “che bello come mi sento leggero, libero, figo ecc. ” è solo il passaggio finale.. prima c’è un po’ di lavoro da fare, dentro di te.
Comunque, dicevamo: è abbastanza ovvio che io voglia perdonare qualcosa di brutto, nel senso, che lo voglia lasciar andare, che voglia sentirmi libero dalle emozioni negative che mi abitano, slegato dalla persona o dall’oggetto che hanno creato sofferenza (perché la sofferenza non la crea la cosa in sé, bensì l’attaccamento a quella cosa e al risentimento..). E per farlo, abbiamo detto, prima di tutto devo riconoscere di sentirmi una merda, poi ho bisogno di prendermi la RESPONS-ABILITÀ di quella cosa, cioè riconoscere che se si è creata quella situazione, in parte c’è anche il mio zampino.
E se proprio mi sembra di non averci messo del mio, forse l’ho interpretata in modo errato, non ho riconosciuto i bisogni dell’altro, non l’ho ascoltato sul serio.. o anche, semplicemente, non mi sono allontanato prima, quando potevo farlo senza troppi problemi! Prenderci la responsabilità di ciò che ci accade riporta nelle nostre mani un potere enorme, ci fa sentire meno piccoli e indifesi e ci consente di co-creare con fiducia la realtà che vogliamo. In armonia con tutti gli altri. Spesso siamo noi che complichiamo cose che, da sole, sono invece semplicissime..
Infine, riconosco che tutto ciò che è accaduto fa parte della stessa Unità ed è accaduto per l’evoluzione mia, tua e di tutti gli altri coinvolti (e, dato che siamo tutti interconnessi, fai il calcolo tu di quanti potrebbero essere..) Todo claro fin qua? Ottimo.
Il titolo del post però è “Perdonare le cose belle”.. e qui dobbiamo fare un passo in più per comprendere meglio il concetto.
Perdonare le cose belle (arriviamo al dunque)
Abbiamo detto che perdonare ci consente di far scorrere la vita, fuori e dentro di noi; ci consente di non fissarci su qualcosa ma di godere fino in fondo di ciò che arriva, osservando tutto come un dono per crescere e sapendo al tempo stesso che quella cosa NON è la nostra Essenza, bensì una porta, una chiave per entrare in contatto della nostra Essenza. Ci permette di non agganciarci alle cose ma di essere liberi dentro e lasciare la stessa libertà agli altri, senza ansia di possedere, trattenere, legare, fare nostro per sempre qualcosa. In questo stato, ci rendiamo conto che le emozioni vanno e vengono.. che se io sono arrabbiato, NON sono destinato ad essere una persona rabbiosa.
E, che se io provo amore per qualcosa o qualcuno, quell’amore NON è destinato a diventare una gabbia, ma è l’espressione pura e libera di due essere puri e liberi. Che non significa non riconoscere bisogni e necessità più “umane”, anzi: è importantissimo includere anche queste nel processo, in piena apertura, vulnerabilità e consapevolezza che una relazione amorevole non è fatta per essere perfetta, ma per essere vera.
L’amore trattenuto crea gelosia, possesso, illusioni e delusioni, senso di rivalsa, a volte vendetta.. diventa un veleno per tutti coloro che sono coinvolti. L’amore è come l’acqua, ha bisogno di scorrere libero per non ristagnare. È in continuo mutamento ed è per questo che pretendere che una persona sia sempre “come l’avevamo conosciuta” ci porta inevitabilmente a soffrire.. perché non sarà mai così. Fiore vivo, fiore di plastica, ricordi?
Ecco perché, se vogliamo vivere nell’Amore e condividerlo con chi ci sta a fianco, abbiamo bisogno di entrare nel suo mistero senza pretendere di definirlo, di dargli una forma. Dobbiamo farci sorprendere ogni giorno dalla sua trasformazione, come se fossimo in presenza di un miracolo sempre nuovo.
Perdonare qualcosa di bello è come dirgli:
“Sei libero. Ti permetto di essere tutto ciò che sei. Di trasformarti, crescere, conoscere. Di essere la forma che ami essere. E permetto a me stesso di godere di tutto questo, di gioire nell’osservare ogni tuo cambiamento e di meravigliarmi ogni giorno di più”.
Ed ecco che, sorprendentemente, l’Amore così non svanisce. Semplicemente, si rinnova.
Se vuoi l’eterno, riconosci l’Essenza dell’eterno.
Le cose eterne, come abbiamo detto, non esistono nella vita fisica e materiale. A meno che siano di plastica appunto.. e sappiamo quanto male fa la plastica al nostro bel pianeta. Se vuoi qualcosa di eterno, devi scendere un po’ più a fondo, riconoscere di cosa è fatto l’eterno.
Se guardi il cielo, puoi comprendere meglio quello che dico: il cielo è sempre lì, sai che c’è appena volgi il naso all’insù. Ma non è mai uguale a come l’hai visto l’ultima volta. Ci possono essere nuvole che passano, o un sole splendente. Puoi guardarlo al mattino, al tramonto, di notte e in ognuno di questi momenti ti regalerà una magia sempre diversa. Se tu lo guardassi di notte e volessi che fosse sempre così, che le stelle restassero a tua disposizione per tutta la vita.. beh, moriresti. Il pianeta non verrebbe mai illuminato dal sole e non ci sarebbe possibilità per te di esistere.
Quindi: apprezza il cambiamento della vita, entra nel suo flusso come se fosse un gioco, una danza. Perdona le cose brutte, ma anche quelle belle. Riconosci l’impermanenza di ogni cosa e, magicamente, ti saranno aperte le porte di tutto l’Universo.
Un abbraccio, Isabel
(PS. Se hai interesse ad approfondire le tecniche di perdono per lasciar andare tutto ciò che ti appesantisce e cominciare il nuovo anno col piede giusto, guarda il percorso FREE YOUR SOUL, può fare al caso tuo!)
(foto Lisa Fotios via Pexels)
Sono Isabel Colombo, metà della vita passata a ricercare quel lato ‘wild’ interiore, di cui tanto parlo. Ho sempre avuto una curiosità sfrenata per l’essere umano: capire com’è fatto, come ragiona, come si relaziona con l’ambiente e soprattutto con sé stesso.
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