La chiave per stare bene è decidere di smettere di stare male. È davvero così semplice e assoluto. (Gabrielle Bernstein)
Già.
Ti aspettavi qualche rito propiziatorio che facesse sparire tutte le cose brutte per magia?? E invece no, ti ho solo dato una formula magica semplice semplice.. non sarà scenografica come un rituale, però questa avevo in saccoccia.
A parte gli scherzi, probabilmente starai pensando cose di questo tipo:
“Eh, ma sai quante volte ci ho provato? Non è mica così facile..”
“Seeee, se fosse semplice l’avrei già fatto”
“Isabel, stai scherzando vero? Io sto passando un momentaccio e tu mi dici che basta decidere di stare bene??”
Lo so, sembra una presa per i fondelli, ma ti assicuro che nessuno vuole prendere in giro nessuno. È normale reagire in modo sorpreso e anche risentito a un’affermazione di questo genere. Sembra un po’ come quando sei giù di corda e arriva qualcuno che ti dice “Su di morale! La vita è bella!”… e tu vorresti solo dargli un pugno in faccia (con tanto ammmmore eh)
Ma ti assicuro per esperienza personale che, una volta che comprendi il meccanismo, dici “Wow!!” e diventa davvero semplice uscire dai momenti bui più rapidamente.
Di questo parlava Gabrielle Bernstein in una toccante intervista con Marie Forleo (di cui, se mi segui da un po’, sai che sono una grande fan) e prenderò spunto proprio da questa conversazione per spiegarti meglio i passaggi che puoi fare per smettere di stare male.
La scala delle emozioni
Per cominciare a muoverti, occorre prima capire dove sei! L’altro giorno condividevo questa scala delle emozioni proprio sui social:

Potremmo anche chiamarla scala vibrazionale o coscienziale (viene chiamata in modi diversi); è un modello che ci aiuta a comprendere meglio l’intero range emozionale e di stati di coscienza sperimentabile da ogni essere umano. Ad ogni stato corrisponde anche una frequenza vibratoria (i numeri che vedi a sinistra) che va da 0 a 1000 hz circa.. perché sì, siamo fatti di energia! Ogni cosa ha la sua frequenza, in fondo siamo fatti di atomi e Einstein non avrebbe nulla da ridire su questo, anzi…!
Per quello che interessa sapere a noi oggi, tieni presente che più la frequenza è alta, più ti senti in uno stato di benessere, forza fisica, energia, felicità senza motivo, chiarezza e centratura. Quando invece la frequenza diminuisce, ecco che appaiono sensazioni di disagio, i pensieri iniziano ad essere confusi, ti senti sballottato qua e là, il corpo è stanco e piano piano ti accartocci su te stesso. Verso l’alto, ti espandi; verso il basso, ti contrai.
Ora, tutti sperimentiamo diversi livelli di energia in diversi momenti della vita e anche della giornata: basta aver dimenticato il fornello sul fuoco per sentirsi in colpa ed essere trascinati giù, così come basta abbracciare qualcuno per tornare “ai piani alti”… l’importante è iniziare a prendere coscienza di quale livello stai sperimentando in questo momento, perché da qui puoi partire per iniziare a risalire lungo la scala.
Colpa e vergogna
Ti voglio far notare una cosa: colpa e vergogna stanno al gradino più basso e qui il livello di energia è proprio sotto le scarpe.
Credo che questa sia una riflessione importante da fare: quante volte ti senti in colpa per qualcosa che fai o dici? Quanto volte ti vergogni per ciò che SEI? Se ci sono delle emozioni che abbiamo davvero bisogno di imparare a lasciar andare per non finire asfaltati sono proprio queste due: colpa e vergogna.
Cosa voglio dire con questo? Che hai bisogno di avere compassione per te stesso per una questione di SOPRAVVIVENZA. Anche se ci sono momenti in cui ti sembra di comportarti male, di arrabbiarti quando non dovresti, di essere un fifone quando vorresti essere un leone.. comincia smettendo di giudicarti per quello che NON ti piace di te e dei tuoi atteggiamenti. Se ti giudichi, non solo NON risolverai la situazione, ma ti farai trascinare ulteriormente giù dalla spirale in discesa, finendo nella zona dove non avrai più energia per nulla.
Salire invece di scendere
Questo è il motivo per cui, per esempio, è “meglio” arrabbiarsi piuttosto che darsi la colpa. Ti faccio un esempio: hai in mente quando una storia d’amore finisce male e ci si sente da schifo? Si piange e si pensa a tutte le cose sbagliate che abbiamo fatto, ci si dà la colpa per un sacco di motivi… e questo non fa altro che amplificare il dolore e svuotarci di energia. Nel momento in cui ci ricordiamo del nostro valore con un moto di orgoglio, decidiamo di risalire lungo la scala anziché scendere. Poi certo, la storia non finisce all’orgoglio.. ci sono altri step per salire ancora, ma questo è per farti capire un passaggio importante: una volta che identifichi dove ti trovi nella scala emozionale, prova a guardare qual è l’emozione successiva più ALTA e fai qualcosa che ti porti a risalire, anziché scendere.
(Piccolo suggerimento: se scegli la GRATITUDINE fai sempre centro, in qualunque punto della scala.. è il Rescue Remedy vibrazionale :D)
Più sali lungo la scala, più attirerai cose, persone, situazioni che vibrano alla tua stessa frequenza.
Non puoi fustigarti con il senso di colpa e sperare che nella tua vita appaiano fatine e fiorellini… perché l’unica cosa che riuscirai a vedere, nello stato di appiattimento in cui sei, saranno cose, persone, situazioni che confermano ciò di cui sei convinto, amplificando il tuo malessere.
È molto più difficile vedere la vita in rosa, se sei il primo a indossare occhiali scuri. Quindi, se quegli occhiali non funzionano…. cambia lenti!
E questo ci porta alla considerazione successiva…
Scegli il prossimo passo
Decidere di smettere di stare male non significa stare bene da un momento all’altro, ma scegliere il prossimo passo che ti consente di stare meglio.
Ascolta, il punto è sempre lo stesso: non ci sarà mai qualcuno che fa il lavoro al posto tuo, i tuoi problemi non spariranno per incanto, se non decidi tu stesso di prenderti cura della tua energia personale.
Diventare consapevole del tuo livello energetico usando la scala precedente è un buon primo passo. E poi?
Poi, chiediti: qual è la prossima piccola cosa che posso fare per stare meglio, in questo preciso momento? A seconda della situazione in cui ti trovi potrebbero essercene diverse. Per esempio..
– chiamare quell’amico che ti fa sempre ridere
– decidere di affidarti un professionista che ti possa aiutare a superare questo momento
– regalarti un massaggio
– fare sport… ma non uno qualunque, quello che ti piace davvero!
– dedicarti a un percorso personale di rinascita e consapevolezza
– dire byebye a persone che ti girano attorno ma che sai essere nocive per te
– fare una lista di tutte le cose per cui sei grato (oooooh sì, ce ne sono, te lo assicuro)
– leggere un fumetto (il mio preferito è Paperino)
– meditare
– stare in mezzo ad animali o bambini, i nostri insegnanti più grandi
– rallentare…
Riprenditi il tuo potere
Riprenditi in mano il tuo potere, altrimenti resterà disperso per il mondo e allora sì, avrai la sensazione di non poterci fare nulla.
Seguimi ancora per un attimo: avere potere personale non significa essere arroganti e prepotenti, né comandare a bacchetta gli altri. O no, è qualcosa che hai per diritto di nascita. Solo che non te lo ricordi. Magari quand’eri piccolo ti è stato fatto credere di non averne, ma non è così: le persone spaventate cercano sempre di far credere questa cosa agli altri, perché sono -appunto- spaventate e hanno bisogno di mantenere il controllo della situazione.
Ma il potere personale risiede totalmente dentro di te, quando ti ricordi di averlo. Forse l’hai delegato qua e là: come ti fa stare quella relazione un po’ tossica che ti trascini da tempo? Quante volte avresti voluto dire la tua ma sei stato zitto per il ‘quieto vivere’? Quante volte ti sei fatto guidare nelle scelte da qualcosa detto da altri, anche se ti strideva?
Questi sono solo esempi di tutte le situazioni in cui deleghi il tuo potere. È normale poi sentirsi a terra: meno potere credi di avere, più le cose ti sembrano senza speranza di cambiamento.
Ripulisci e riempi
Allora, a partire da adesso, focalizzati su due fasi per accogliere il cambiamento:
Fase 1: RIPULISCI
Scarta tutto ciò che non ti serve più, elimina oggetti, impegni, relazioni che non ti nutrono e che al contrario appesantiscono la tua vista, il tuo corpo, i tuoi pensieri, la tua energia. Hai bisogno di aria e ossigeno per respirare a pieni polmoni, lasciando a terra ciò che non ti sostiene e che ti trascina verso il basso. ATTENZIONE: ripulire NON vuol dire odiare o rifiutare. Ricordi? Questo tipo di emozioni ti trascina verso il basso. Quindi, anche quando dici di no a qualcosa, fallo con amore. Io per esempio sto prendendo l’abitudine di ringraziare gli oggetti e i vestiti che do via, ricordando ciò che di buono hanno fatto per me. Ovviamente lo puoi fare anche con le persone ;)…..
Fase 2: RIEMPI
Una volta che hai fatto ordine e creato un po’ di spazio, occorre riempire. “Sacco vuoto non sta in piedi” diceva mia mamma quand’ero piccola…
In effetti il vuoto non resta mai vuoto per davvero e l’energia bassa va sempre sostituita con energia alta. Quindi, riempi la tua vita di luce, di pensieri di amore, di colori e forme che ti piacciono. Non è importante la quantità, ma la qualità di ciò con cui sostituisci: puoi decidere di dire “No grazie” a quelle 20 persone con cui ti trovi il sabato sera ma che che riempiono le tue ore di niente, per dedicare invece più tempo a quei 2 amici che ti illuminano di gioia.. oppure a quell’unica persona cui non presti mai molta attenzione, ma che resterà con te per tutta la vita (tipo…te stesso??)
Ripulisci, sostituisci…. ripulisci, sostituisci (che sono poi
due dei 4 passaggi che ti insegno a fare
in questo percorso). Se ci pensi, è la stessa cosa quando
respiri: elimini tossine, riempi di ossigeno e luce.
Comincia da una piccola cosa, adesso, ora! Qual è la prossima cosa, area, situazione che vorresti ripulire nella tua vita? Quale piccolo passo puoi fare per muoverti in quella direzione? Qual è un pensiero di luce e amore che puoi fare, per riempire con nuova energia ciò che resta con te?
Ricordati: puoi stare bene solo se decidi che non vuoi più stare male.
(foto di copertina It’s me neosiam via Pexels)

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È un viaggio accessibile a chiunque: bastano una mente e un cuore aperti, un pizzico di curiosità e tanta voglia di riprendere in mano la propria vita, con fiducia e autenticità.
“Decidere di smettere di stare male non significa stare bene da un momento all’altro, ma scegliere il prossimo passo che ti consente di stare meglio”
Frase molto vera … ma dura da mettere in pratica.
PS : Stupenda l’immagine del cono … Molto significativa, una sola precisazione, il simbolo dell’hertz è Hz … scusa difetto professionale !!!
Ciao Mattia, grazie per la precisazione.. correggo!
Per quanto riguarda il “duro da mettere in pratica”, credimi: quando SCEGLI di voler cambiare prospettiva sulle cose e vuoi davvero metterti in viaggio, senza tentennamenti, non importa più quanto le cose siano dure o difficili. L’intento è la chiave, perché ti permette di avere l’energia giusta per procedere, anche se ti sembra che la destinazione sia lontana, anche se al momento non vedi la fine, anche se ti sembra di non essere ancora pronto per arrivare là dove vuoi arrivare.
I nostri pensieri e le nostre convinzioni sulla vita sono la vera gabbia. Se comincio a dirmi che qualcosa è difficile.. mi dò un motivo per non provarci nemmeno! In questo modo mi preservo dal dolore di una “delusione” che immagino dentro di me.. ma se resto fermo, sono felice? O forse lo sarei di più imparando a ridefinire l’idea di fallimento, imparando a stare nelle mie sensazioni, di qualsiasi cosa si tratti, e procedendo guidato da una luce che viene da dentro e nessuno mi può togliere?
Come sempre.. a te la scelta 🙂 Ogni grande viaggio comincia con un piccolo passo..e ancora prima, con la decisione di mettersi in cammino! Un abbraccio