“Adesso mi devi rispondere: cosa diavolo vuol dire ‘lavorare su di sé’? Sembra andare tanto di moda…. Dimmelo, però in 3-4 parole!!”
“In poche parole… trovare il tuo senso”
Questo succede quando riempi gli amici di discorsi sulla crescita interiore, sul contattare la propria natura autentica, sul cambiare prospettiva ecc…. Loro ti ascoltano per un po’, poi estenuati ti fanno una domanda trabocchetto, sperando di zittirti….. o forse, cercando essi stessi la risposta a qualcosa di magnetico, che allo stesso tempo sfugge alla comprensione lasciando un senso di amaro in bocca.
Non so come mi sia uscita quella risposta, “trovare il tuo senso”…. e più la leggo, più mi domando se ho dato quella ‘giusta’, perché ovviamente la ragione comincia a fare il suo dovere: analizzare, valutare, trovare un collegamento logico di causa-effetto. E, in effetti, la ragione prima o poi aiuta a trovare il senso di qualcosa…
Però, non ora. Ora, all’inizio di un viaggio di scoperta di sé, serve esattamente il contrario..
1| Lascia andare tutto ciò che sai di te
Il primo step per lavorare su di te è proprio questo: scorda tutto ciò che sai a livello cognitivo.
Si dice che chi più sa, meno sa. E in effetti è così: ciò che adesso pensi di conoscere potrebbe non servirti al prossimo giro, oppure essere completamente messo in discussione da una nuova esperienza di te. Tu CREDI di essere un certo tipo di persona, ma ci sono interi continenti sconosciuti dentro di te.
Se ti irrigidisci su vecchi schemi e conoscenze già acquisite, ti fermi a livello del tuo ego storico. Continuerai a credere di essere una persona fatta così, che le cose funzionano cosà, farai gli stessi errori, le stesse esperienze, la tua crescita si fermerà o comunque rallenterai le possibilità di arricchimento, perché penserai di non poter uscire dal tuo cerchio.
Quindi, se vuoi lavorare su di te, apriti al nuovo. Concediti la meraviglia di un bambino, sapendo che ciò che conosci è una minima parte rispetto a ciò che ti aspetta, dentro di te.
2| Stabilisci il tuo intento puro
Se è vero che il viaggio è ciò che conta davvero, è altrettanto vero che la destinazione ci dà una scusa per metterci in viaggio. Per cui, se fin da subito stabilisci dove vuoi andare, puoi focalizzare la tua attenzione consapevole, decidendo che strada prendere in base a ciò che hai scelto all’inizio, vale a dire conoscerti sempre più a fondo e manifestarti in tutto il tuo splendore.
3| Diventa una persona interna
Quando ci succede qualcosa nella vita, normalmente guardiamo ciò che sta accadendo fuori di noi: proiettiamo le nostre aspettative su qualcosa, deleghiamo le nostre speranze, diamo la colpa ad altri se restiamo delusi. Questo significa essere persone esterne: il problema è fuori e va eliminato.
Quando sei una persona interna, invece, porti sempre la tua attenzione dentro: se accade qualcosa, ti focalizzi su come ti senti tu in quel momento e in che modo hai contribuito affinché ciò accadesse. Una persona ti fa arrabbiare? Prendi consapevolezza di essere agitato e ti domandi quale nervo scoperto ha toccato quella persona, usando la situazione per scoprire qualcosa in più su di te: magari una parola detta dalla persona ti ha ricordato qualcuno che in passato ti ha fatto sentire inadeguato… magari sei più arrabbiato con te stesso che con lei e quindi scopri di aver bisogno di sviluppare compassione e fiducia nei tuoi stessi confronti…. In pratica, ciò che sta fuori da te non è più il ‘problema’ su cui concentrare la tua attenzione, caso mai diventa l’opportunità grazie alla quale puoi attivare un processo interno di consapevolezza sulle tue dinamiche.
4| Prenditi la responsabilità
Questo è un punto chiave del lavoro su di te: essere respons-abile significa ‘saper rispondere’ a ciò che ti succede, in modo consapevole. In questo senso, significa diventare pro-attivo, anziché re-attivo.
Se sono inconsapevole, normalmente reagisco senza pensare troppo. Sono in balia dei miei pensieri vorticosi e delle mie emozioni: mi hai fatto incazzare, ti dò una sberla. Tu rispondi e andiamo avanti così, alimentando la vibrazione ‘incazzosa’.
Se sono consapevole, sento comunque l’emozione e la vivo fino in fondo. La riconosco -perché imparo ad accoglierla e osservarla- e anziché reagire con uno schiaffo, stabilisco prima il mio intento rispetto alla situazione, per esempio, renderti partecipe di come mi sento in quel momento per trovare una soluzione insieme. Divento il protagonista della mia azione, anziché il burattino della mia personalità, che potrebbe addirittura remare contro il mio intento.
5| Uso l’ironia
Sembra sempre così pesante lavorare su di sé… in realtà, la leggerezza ne è uno dei pilastri portanti!
Quando ti perdi troppo nei ragionamenti e la mente comincia a riprendere il sopravvento -come spesso succede a me- è il momento di lasciar andare.
Dai per scontato una cosa: la vita è imprevedibile, tante cose sono e resteranno un mistero, siamo fatti di paradossi… ed è molto probabile che l’Universo te li faccia assaggiare più volte, nel corso del tempo… quindi, sorridi!
Lascia che il divertimento e il sole facciano parte di questa esperienza, concedi spazio alla tua parte leggera, altrimenti andrai a fondo prima di essere arrivato a un qualsiasi ‘punto di comprensione’ di te 🙂
6| Fatti domande
…. senza attaccarti alle risposte. Vale a dire: usa la curiosità e le intuizioni per andare sempre un passo più in là e, come detto al punto 1, evitare di stagnare nella stessa pozza per tutta la vita. Domandati cosa c’è fuori, cosa c’è sotto, cosa c’è dentro… meravigliati di te davanti allo specchio, di quante cose ancora non conosci e apriti a scoprirle. Leggi, viaggia, chiedi.
Fallo però indipendentemente dalle risposte. Potrebbero arrivare oppure no. Potrebbero essere quelle che vuoi, oppure no. Sii curioso, aperto, disinteressato, cioé non interessato a una risposta precisa. Spesso la giusta domanda È essa stessa la risposta, perché se te la stai facendo, significa che il tuo livello di consapevolezza sta aumentando.
7| Fatti accompagnare
Lavorare su di sé richiede anche il supporto di qualcuno che ti guidi. Anche chi come me si occupa di questo ambito beneficia nel confrontarsi con qualcuno, per ampliare la propria visione che se no resta sempre la stessa.
Quindi, non avere remore nel parlare con chi può darti nuovi spunti e prospettive per proseguire il tuo viaggio di scoperta. Partecipa ad eventi, formazioni, fai qualche percorso che ti possa ispirare, prenditi del tempo per questo; scegli in base a ciò che ti richiama, senza paura: la tua anima sa dove portarti e se pensa che tu sia pronto per un’esperienza, ti metterà a contatto con essa.
8| Allena la neutralità
Il ‘non giudizio’ è una competenza importante per lavorare su di sé, perché se dovessi giudicare ogni cosa che fai, dici, pensi o sospiri, ti butteresti sul divano alla prima giornata, senza rialzarti più.
Essere neutri non significa diventare freddi: al contrario, vuol dire lasciare che ogni cosa ti attraversi completamente (pensieri, emozioni, sensazioni) permettendoti però di viverla come un osservatore neutrale, anziché come un giudice inflessibile pronto a cazziarti.
Pensieri ed emozioni sono forme di energia e possono raccontarti molto su di te, sulle tue convinzioni, sui tuoi processi interiori, se permetti loro di parlare e lasciarti il loro messaggio. Per cui, il ‘lavoro’ non è quello di bloccare ciò che emerge, quanto ti lasciarlo manifestare e osservarlo con attenzione e gratitudine, perché anche quella forma ti sta dando delle indicazioni preziose che ti possono essere utili per procedere.
9| Infine…. AMA.
Ama tutto ciò che scopri. Lavorare su di te significa amarti a tal punto, da decidere di valere la tua attenzione, le tue energie, la tua curiosità, il tuo stupore. Significa ricercare il senso profondo della tua esistenza, perché intuisci che è molto più di un semplice adattamento a ciò che ti accade. Significa trovare il modo di manifestare la tua luce e farne dono consapevole agli altri.
Sei l’unica persona con cui starai tutti i momenti della tua vita: te ne rendi conto?
(foto di copertina Eberhard Grossgasteiger via Pexels)
Sono Isabel Colombo, metà della vita passata a ricercare quel lato ‘wild’ interiore, di cui tanto parlo. Ho sempre avuto una curiosità sfrenata per l’essere umano: capire com’è fatto, come ragiona, come si relaziona con l’ambiente e soprattutto con sé stesso.
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