Sei una di quelle persone che “sente” le emozioni degli altri come se fossero sulla propria pelle…? Una sensibilità meravigliosa, che però a volte sembra una maledizione!
Quante volte ti sei trovato a portare i pesi di altre persone senza nemmeno sapere che non erano tuoi… oppure, hai provato un senso di confusione e disagio interiore, senza sapere da dove proveniva… o ancora, guardi un film strappalacrime o una notizia al telegiornale e ti ritrovi a piangere come una fontana o con lo stomaco che ti si chiude…
Ok, la sto mettendo giù un po’ dura, essere empatici per fortuna non vuol dire solo questo! Però bisogna ammettere che ci sono volte in cui faresti volentieri a meno, perché ti ritrovi, senza nemmeno ‘volerlo’, a vivere emozioni negative quando magari 5 minuti prima eri tranquillo e beato, oppure a compiere azioni che non provengono dal tuo Centro autentico, ma che sono una sorta di reazione o un tentativo di riequilibrare delle situazioni.. in cui magari non c’entri nemmeno!
Ora: potrei parlarti di diversi stadi di maturità dell’empatia: tutto quello che hai letto sopra è quello che le persone più sensibili (e inconsapevoli) generalmente sperimentano, un’empatia per così dire ‘base’, dove chi la incarna viene sballottato a destra e manca dalla corrente di energia con cui entra in contatto in quel momento.
Se l’empatia matura e ancora di più quella trascendentale, dove riusciamo a sentire le emozioni altrui senza identificarci con esse, hanno bisogno di tempo per essere in qualche modo allenate, voglio però cominciare a darti 3 suggerimenti per gestire meglio la tua grande sensibilità (di questo si tratta!) che è sicuramente un dono bellissimo, ma che a volte va un po’, per dirla come il Piccolo Principe… ‘addomesticata’:
1. Prenditi tempo e spazio per stare da solo.
Questo non vuol dire chiudere le altre persone fuori dalla tua vita, ma accorgerti di quando hai bisogno di decantare e sciogliere il carico emotivo che magari stai sperimentando. Ciò significa, per esempio, informare chi ti sta attorno che alle volte avrai bisogno di tempo per stare un po’ per conto tuo e rassicurarlo sul fatto che questo non significa che ti sta sulle palle! Semplicemente, i tuoi corpi (sì, più di uno) hanno bisogno di riarmonizzarsi e ripulirsi, magari usando tecniche di respirazione, rilassamento o meditazione. Altre volte vorrai invece sperimentare cose come cantare, ballare, fare una bella corsa… oppure farti una doccia! Usa il metodo di purificazione che preferisci, l’importante è che ti faccia stare bene.
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2. Manda AMORE alle persone che senti che ti stanno scaricando addosso emozioni negative.
Resistere alle emozioni altrui non ti aiuta ad evitarle, anzi… spesso è proprio il contrario. Quindi, anziché rimuginare dentro di te sul fatto che quella persona sta tirando fuori un’emozione che non ti piace, pensa che è tutto perfetto così e mandale amore con i tuoi pensieri e il tuo cuore. Non vuol dire che devi stare lì in mezzo al fuoco incrociato, eh…. amare NON significa giustificare o far finta di niente. Però questo fa in modo che sia tu ad alzare la frequenza vibratoria della situazione, anziché l’altro ad abbassare la tua.
3. Comincia ad accorgerti.
Cioé, inizia ad acquisire consapevolezza delle emozioni che sono tue e di quelle che invece non lo sono. A volte abbiamo questa strana convinzione che, per aiutare gli altri ed entrare nei loro cuori, dobbiamo vivere ciò che stanno vivendo loro, facendoci carico dei loro guai. In realtà questo non aiuta, a meno che l’Universo non voglia davvero farci vivere quella stessa esperienza in modo spontaneo e naturale. Altre volte siamo noi che ci creiamo pippe e paranoie, quando il modo migliore per aiutare gli altri è… essere felici. Già: perseguire il proposito primario della felicità e della luce. Come dicevamo prima, essere noi ad alzare le frequenze, invece di farci sotterrare da quelle altrui.
Per cui, comincia a osservarti e notare quando il tono del tuo umore cala non per qualcosa che è successo a te, ma per qualcosa che fa stare in pena un’altra persona. Ovvio che, se risuona in te, ci può essere qualcosa anche per te e per la tua consapevolezza, ma un conto è rendersene conto, ringraziare e proseguire sapendo che l’Universo ti darà gli strumenti per sciogliere anche quel nodo.
Un altro discorso invece è flagellarti e farti venire acidità di stomaco (true story) perché vuoi addossarti tutti i mali del mondo. Claro??
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(Foto di copertina Jeremy Bishop via Pexels)
Sono Isabel Colombo, metà della vita passata a ricercare quel lato ‘wild’ interiore, di cui tanto parlo. Ho sempre avuto una curiosità sfrenata per l’essere umano: capire com’è fatto, come ragiona, come si relaziona con l’ambiente e soprattutto con sé stesso.
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Go Ahead Isabel!👍 Always..& good luck😗
Ahahaha grazie Giancarlo!