Dico spesso che la ricerca di sé è qualcosa di estremamente pragmatico, che influisce sulla vita quotidiana e sulle scelte che facciamo tutti i giorni.
E lo ripeto ancora: ‘essere spirituali’ non significa “vivere d’aria e di bei pensieri” o avere un credo religioso specifico, bensì svegliarsi da tutto ciò che ti fa fluttuare inconsapevolmente nelle tue giornate e scegliere di guidare i tuoi stessi passi, decidendo la direzione e comprendendo il significato profondo di ciò che ti accade. E fin qua tutto ok…
Ma quali sono, concretamente, gli effetti di un percorso spirituale, in un ambito come quello lavorativo?
Tra dentro e fuori, non c’è differenza.
Innanzitutto, considera che NON sei un individuo a compartimenti stagni: ciò che ti fa crescere interiormente influenzerà inevitabilmente tutti gli ambiti della tua vita, come è logico che sia.
Ed è una cosa semplicissima da intuire: prova a pensare a una volta in cui ti sei sentito davvero bene, centrato, in pace con te stesso. Come erano le tue azioni? In che modo ti rivolgevi alle persone? Che tipo di energia aleggiava attorno a te?
È una sensazione che spesso proviamo quando siamo immersi nella natura, oppure in vacanza. In quel contesto, ci viene facile: nessuno che stressa, nessuna responsabilità.. la vita è semplice e scorre liscia. L’unico errore che facciamo è quello di credere che possiamo stare bene solo fuggendo dalla quotidianità. In pratica, la vita sembra 90% stress e 10% centratura. E ovviamente, crediamo che dipenda da condizioni esterne, dalla fortuna ecc. Senza queste, possiamo tranquillamente puntare a un bel 100% di stress.
Ma vuoi davvero questo? Sei sicuro che, quando arriverai alla fine dei tuoi giorni, vorrai guardarti indietro e vedere QUESTO?
Non deve per forza essere così. La vacanza, la natura sono più che altro delle cartine di tornasole, degli strumenti che ti ricordano chi sei davvero e come vuoi realmente sentirti. Ti rammentano quel senso di allineamento, fluidità interiore che ti fa sentire pieno, realizzato.
Ma se vuoi sentirti così anche nella quotidianità, hai bisogno di partire da dentro per costruire il fuori. Se ciò che vedi all’esterno non ti piace, ricomincia da te, perché è lì la chiave di volta. Ciò che vedi fuori è un riflesso di come ti percepisci dentro.
Il lavoro cambia, quando cominci a guardarti dentro.
Partendo da questa consapevolezza, capisci bene che ciò che ti fa crescere interiormente ha inevitabilmente un effetto a cascata anche sul tuo ambito professionale, su come ti approcci al lavoro e sul tipo di risultati che ottieni. Per esempio..
// riesci a definire la tua intenzione e i tuoi obiettivi in modo chiaro e coerente con ciò che davvero senti dentro. Tutto diventa espressione autentica di te, ti alzi ogni mattina con la certezza di dare al mondo il contributo per cui sei nato;
// i conflitti interiori si calmano, con immediati benefici sulla presenza mentale e sulla forza fisica, perché sai lavorare sull’integrazione di tutte le parti di te anziché disperdere energia per combatterne alcune, modificarne altre.. criticarne molte;
// le decisioni sono più facili da prendere e soprattutto sono allineate al tuo vero intento, rendendo più fluido il processo per arrivare ai tuoi obiettivi: sai dire no a ciò che non risuona con te e dici sì a ciò senti giusto, senza farti rodere dal dubbio e dall’indecisione;
// impari a lavorare con le immagini e con il tuo inconscio, accedendo a idee innovative e associazioni creative che saprai cogliere ed elaborare, quando appariranno inaspettatamente nelle tue giornate;
// sai comprendere e gestire la tua relazione con il capo, i colleghi e i clienti, perché riesci a vedere le dinamiche che metti in atto con loro, magari simili a quelle famigliari, e sei in grado di mantenere un atteggiamento di ‘non attaccamento’ (le tecniche di perdono sono incredibilmente efficaci in tal senso);
// sei in grado di ricentrarti e ‘stare’, in qualsiasi situazione ti si presenti, anche quelle più stressanti e difficoltose, beneficiando della capacità negativa che apprenderai e della capacità naturale di trovare soluzioni in un modo totalmente diverso rispetto a come normalmente intendiamo il ‘problem solving’;
// il cambiamento non ti spaventa, perché conosci le tue risorse interiori e sai di poter far affidamento sul tuo intuito: trovi l’insegnamento in qualsiasi cosa ti capiti e affronti i cambi di percorso come un’opportunità per crescere, anziché ritenerli “catastrofi sfortunate”;
// l’equilibrio tra vita professionale e vita privata ti viene naturale, perché tutto ciò che applichi sul lavoro è valido anche a casa…E viceversa.
Questo è solo un assaggio.
Se vuoi sperimentare direttamente tutto questo e vuoi rendere il tuo lavoro una piena espressione di te, dove fiorire e far fiorire, puoi cominciare da un piccolo, primo passo, per esempio il primo modulo del percorso o la sessione da un’ora. Ciò che verrà dopo, sarà solo l’effetto meraviglioso di una nuova consapevolezza che scoprirai in te.
(foto di copertina Simon Migaj via Pexels.com)
Sono Isabel Colombo, metà della vita passata a ricercare quel lato ‘wild’ interiore, di cui tanto parlo. Ho sempre avuto una curiosità sfrenata per l’essere umano: capire com’è fatto, come ragiona, come si relaziona con l’ambiente e soprattutto con sé stesso.